Fmi: impennata spread, macigno per piccole imprese

3 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Le condizioni di credito risentono “notevolmente” delle tensioni sui mercati del debito sovrano: l’aumento degli spread spinge al rialzo i tassi sui finanziamenti alle imprese. Lo afferma un ‘Working Paper’ del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), redatto da Edda Zoli. “Le turbolenze sul mercato sul mercato del debito italiano sono state associate a un forte rallentamento del credito, soprattutto per le piccole imprese” si legge nel ‘Working paper’ del Fondo. Il tasso annuale di crescita del credito per il settore privato non finanziario è sceso dal 3,5% nel novembre 2011 al -0,9% nel dicembre 2012.

PICCOLE IMPRESE. La contrazione “è stata ancora più severa per le piccole imprese”, per le quali il tasso è sceso dallo 0,4% di novembre 2011 a -5,9% del novembre 2012. “Le condizioni di credito risentono in modo notevole delle tensioni sui mercati del debito. Le analisi mostrano che un aumento degli spread fa salire i tassi sui prestiti alle imprese rapidamente, con il 30-40% dello shock trasmesso in tre mesi. La crescita del credito alle imprese italiane è scesa in modo significativo, riflettendo sia la domanda debole che i limiti di offerta”. “Le indagini condotte fra banche e imprese” fino alla fine del 2011 hanno evidenziato una stretta degli standard di credito simile a quella osservata nel periodo immediatamente successivo alla bancarotta di Lehman Brothers. Indagini più recenti indicano un miglioramento delle condizioni di offerta di credito e un significativo calo della domanda.