Fmi: “Eurozona faccia di più su rischio contagio”

3 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – L’intensificarsi della crisi nell’Eurozona rischia di porre in serio pericolo l’intera attività produttiva globale. Effetti contagio non solo racchiusi nell’Area unica dunque, potrebbero mettere a rischio una ripresa globale già a rilento a causa della crisi dei mercati finanziari. Gli analisti del Fondo monetario internazionale avvertono sui pericoli legati alla mancata azione da parte delle autorità decisionali europee.

In caso dovesse materializzarsi uno shock di grande portata, il Pil dell’Eurozona calerebbe del -5% circa, così anche come quello del Regno Unito, mentre per gli Stati Uniti l’impatto si aggirerebbe intorno al -2% del Pil. Anche il Giappone ne soffrirebbe ed è possibile in tal caso un -1% dell’economia nazionale.

Considerando i già bassi ritmi di crescita dei paesi industrializzati, tale variazione correrebbe il rischio di trascinare nuovamente le economie in recessione. L’allarme è un chiaro messaggio all’Europa, ad agire più celermente per contrastare il periodo nero attraversato dall’Area unica.

Ma l’allarme non è solo per l’Eurozona.

Gli Stati Uniti devono evitare che il fiscal cliff, ovvero la fine di sgravi fiscali in contemporanea con tagli alla spesa, abbia effetti devastanti per il processo di ripresa del paese.

In Cina preoccupa il forte rallentamento degli investimenti, ormai divenuti parte integrante del sistema economico. Sebbene si tratti di una strada che il paese deve intraprendere per bilanciare la domanda verso maggiori consumi interni, si tratterebbe di un duro colpo per la Cina con effetti sui vari partner commerciali e sui prezzi.

L’elevato debito pubblico del Giappone lo rende vulnerabile a possibili condizioni avverse.

Necessarie contromisure anche nel Regno Unito, per rafforzare il sistema finanziario e ridare maggiore fiducia verso le banche del paese.