Flat tax e forfettario: le novità 2020 per le partite Iva

25 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Regime forfettario e limiti anti-elusione sono le due principali novità previste per il popolo delle partite Iva nella manovra di bilancio 2020 in dirittura d’arrivo. Vediamo di cosa si tratta.

La Manovra 2020 introduce la flat tax per circa 2 milioni di Patite IVA, per il triennio 2020-2022, che significa prelievo agevolato al 15% fino ad un tetto di 65 mila euro.
Al tempo stesso per tutti quei professionisti e imprese che dichiarano  ricavi o compensi fino a 65 mila euro viene mantenuto il regime “fortettario”, anziché adottare a quello “analitico”, come si era prospettato inizialmente.

Tale regime forfettario verrà quindi applicato a tutti gli autonomi, professionisti ed imprese aventi i requisiti per accedere al regime agevolato. Inoltre, a quanto pare, la manovra 2020 del Conte Bis ha introdotto anche dei vincoli per accedere alla flat tax, così riassumibili:

  • cumulo dei redditi che significa tetto di 30 mila euro per chi cumula redditi da lavoro subordinato e pensioni;
  • spesa per la manodopera e cioè per le prestazioni di collaboratori o dipendenti, con limite di 20 mila euro.

Sembrerebbe saltato il terzo vincolo, relativo allo stock di capitale, che misura il valore dei beni strumentali al lordo degli ammortamenti, con un tetto di 30 mila euro, anche se non si esclude che questo terzo paletto potrebbe ancora saltar fuori nel corso dell’iter parlamentare.

Riassumendo le novità 2020 per le partite Iva sono:

  • introduzione della flat tax per il triennio 2020-2022 con  prelievo agevolato al 15%;
  • regime forfettario per la determinazione del reddito;
  • due vincoli di accesso: il tetto di 30mila euro per chi cumula reddito da lavoro subordinato o da pensione; il limite di spese per prestazioni di collaboratori o dipendenti non dovrà essere superiore a 20mila euro.