Fisco: Tari cresciuta di un terzo in quattro anni. È più cara della Tasi

19 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Introdotta con la IUC, in sostituzione di Tarsu, Tares e Tia, la Tari è la tassa sui rifiuti che ha visto nel giro 4 anni una crescita esponenziale arrivando ad aumenti pesanti, fino anche al 32,4%, salendo praticamente di un terzo.

A renderlo noto il Servizio Politiche Territoriali della Uil che ha effettuato un sondaggio in 103 città capoluogo, prendendo a campione una famiglia di 4 persone che vive in una casa di 80 metri quadri. Ebbene, dai risultati emerge che la tassa rifiuti è aumentata del 32,4% negli ultimi 4 anni dal 2012 al 2015, pari ad un incremento medio di 72 euro.

A differenza dell’ultimo anno l’aumento è stato del 3,3%, circa 10 euro medi in più, passando da una tariffa annua di 224 euro a 296 euro medi a famiglia. Dai dati raccolti dal Servizio Politiche territoriali della Uil emerge soprattutto che la Tari è più cara della Tasi sulla prima casa (circa 230 euro medi), arrivando a costare 66 euro in più. Solo l’ultimo anno, l’imposta ha fatto + 3,3%, ovvero 10 euro in più.

Ma quali sono le città dove la Tari è più costosa? L’aumento più importante si è verificato a Salerno dove si pagano 462 euro all’anno di tassa sui rifiuti a famiglia e seguono Benevento (545 euro), Grosseto (450 euro), Siracusa (444 euro). Per le grandi città la più cara è Cagliari con 450 euro di Tari da pagare all’anno, seguono Napoli (436 euro), Reggio Calabria (431 euro), Venezia (334 euro), Milano (331 euro), Genova (436 euro), Roma (318 euro) e Bari (308 euro).

A livelli medi troviamo Torino dove si pagano 262 euro all’anno di Tari, Bologna con 229 euro medi, Firenze (238 euro) e Palermo (289 euro). Ancora più contenuti i costi della Tari ad Ascoli Piceno (160 euro medi), Isernia e Belluno (161 euro), Novara e Vibo Valentia (167 euro).

Tirando le somme, gli aumenti delle tasse son dietro l’angolo e in vista dell’adozione della prossima Legge di Stabilità 2016, cosa dobbiamo aspettarci? “Una ragione di più per non “#staresereni” come ha detto il Segretario Confederale della Uil Loy.

“Le norme previste nella Legge di Stabilità e i proclami del Presidente del Consiglio che afferma che il prossimo anno la pressione fiscale non aumenterà. Ciò perché la Tari (così come le tariffe degli asili nido, delle mense scolastiche, del trasporto pubblico) non è oggetto del blocco dei tributi previsto per l’anno prossimo. Tra l’altro gli aumenti della tassa rifiuti non sempre si accompagnano con una migliore qualità del servizio”.