Fisco, Tares: mazzata sulle piccole imprese

31 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Tares, che debutta quest’anno sostituendo la Tarsu o la Tia, rischia di tramutarsi in una vera e propria stangata, soprattutto per gli imprenditori. Lo denuncia la Cgia di Mestre. Rispetto al 2012, gli aumenti medi stimati per l’anno in corso saranno molto pesanti: su un capannone di 1.200 mq si prospetta un aggravio di 1.133 euro (+22,7%); su un negozio di 70 mq (superficie media nazionale) l’asporto dei rifiuti costerà 98 euro in più (+19,7%).

Tasse e tariffe locali spingono l’inflazione e rischiano di frenare la ripresa. Lo segnbala un’analisi di Unioncamere secondo cui l’andamento tendenziale tra maggio 2012 e maggio 2013 si mantiene al di sopra del 3% soprattutto per via delle tariffe a controllo locale, cresciute in media del 4,9% nel periodo preso in esame, ben più di quelle nazionali (+3,5% nei dodici mesi). Aumenti sostenuti nel settore trasporti, specie per i collegamenti extra urbani (9,3%). A seguire acqua potabile (+6,7%) e rifiuti urbani (+4,7%). Mentre frenano le tariffe energetiche.

Intanto nel testo sull’Imu firmato oggi dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano non c’è la reintroduzione dell’Irpef sulle rendite catastali delle case sfitte. Nel testo non compare neanche la deduzione Imu dal reddito di impresa pagata sui capannoni industriali e gli immobili strettamente connessi all’attività.

La deducibilità dell’Imu per i capannoni e gli immobili legati all’attività di impresa va recuperata nella Legge di Stabilità. Lo assicura il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta. “Dobbiamo confermare l’impegno preso con le imprese – sottolinea – già nella legge di giugno”. “La deducibilità deve essere un punto costitutivo per l’Imu” già dal 2014″ spiega Baretta.