Fisco: split payment verso l’abolizione

26 Giugno 2018, di Mariangela Tessa

Buone notizie per i liberi professionisti. Il Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio è pronto ad abolire lo split payment (o scissione dei pagamenti), che prevede un pagamento separato dell’IVA e della prestazione quando il destinatario del bene o servizio è una Pubblica Amministrazione.

“Siamo pronti ad abolire lo split payment, partendo dai liberi professionisti. Stiamo lavorando per inserire il provvedimento nel primo decreto legge sulle semplificazioni” ha confermato ieri Di Maio, al presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, durante un incontro, che si è svolto presso la sede del ministero dello sviluppo economico.

Di Maio ha poi continuato:

“I professionisti sono i più penalizzati dallo split payment un meccanismo che colpisce negativamente l`economia del settore. Un primo passo verso la semplificazione, su cui vogliamo andare avanti”.

Di Maio aveva già aperto a questa ipotesi in occasione della partecipazione all’assemblea di Confcommercio. Entrata in vigore dal primo luglio 2017, la regolamentazione si applica anche alle parcelle dei liberi professionisti, che da questa norma non hanno tratto beneficio, anzi, sono andati incontro ad una complessità burocratica per la fatturazione.

Positiva la reazone di Stelle:

“Abbiamo raccolto la disponibilità del ministro Di Maio su numerosi temi che abbiamo sollevato: dalla lotta alla precarietà all’occupazione giovanile, dal dumping sociale al professionista 4.0”, ha affermato il numero uno di Confprofessioni, aggiungendo che: “Finalmente abbiamo trovato ascolto su un tema, quello dello split payment, sul quale ci siamo da subito battuti per eliminare un’ingiustizia che ci colpisce direttamente. Il Mise è il luogo più idoneo per affrontare i problemi dei professionisti che innovano, investono e creano occupazione. Il ministro Di Maio ha riconosciuto la centralità delle professioni nell’economia del Paese. I liberi professionisti vogliono svolgere un ruolo di primo piano per riportare al centro del dibattito i temi del lavoro, della conoscenza e dello sviluppo”.