Fisco: in vent’anni tasse aumentate del 50%, più veloci della crescita del Pil

24 Agosto 2020, di Mariangela Tessa

Mentre il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri assicura che la “riforma fiscale è decisiva e ci sarà”, l’ufficio studi della CGIA di Mestre accende i fari sulla valanga di tasse che hanno dovuto far fronte le famiglie italiane.

Negli ultimi 20 anni le entrate tributarie sono aumentate di 166 miliardi di euro. Complessivamente nel 2000 l’erario e gli enti locali avevano incassato 350,5 miliardi di euro, nel 2019 il gettito, a prezzi correnti, è salito a 516,5 miliardi.

In termini percentuali, si tratta di una crescita di quasi il 50% (il 47,4 per precisione), 3,5 punti in più rispetto all’aumento registrato sempre nello stesso arco temporale dal Pil nazionale espresso in termini nominali (+43,9%).

Insomma, l’aumento della tassazione è stato superiore a quello della ricchezza prodotta, rendendo così gli italiani più “poveri” di quanto lo fossero nel 2000.

Livello dei servizi non è migliorato

Nonostante ciò, la macchina pubblica – e il livello dei servizi offerti – non è di certo migliorata.

“Qualcuno può affermare con certezza- osserva il coordinatore dell’ufficio studi Paolo Zabeo – che grazie a 166 miliardi di tasse in più versati in questi ultimi 20 anni la macchina pubblica è migliorata?
In altre parole, la giustizia, la sicurezza, i trasporti, in particolar modo quelli a livello locale, le infrastrutture, la sanità e l’istruzione sono oggi più efficienti di allora? Oppure, famiglie e imprese sono state obbligate a pagare di più e hanno ricevuto dallo Stato sempre meno?”.

La Cgia non ha dubbi:

“tra le due ipotesi ci sentiamo di avvalorare quest’ultima, anche perché questo maxi prelievo ha impoverito il Paese, provocando, assieme alle crisi maturate in questo ventennio, una crescita dell’Italia pari a zero che nessun altro paese del resto d’Europa ha registrato”.

Un prelievo fiscale, insomma, che non ha portato alcun beneficio a Paese e cittadini: non solo questi ultimi hanno visto calare le loro finanze private, ma a livello di servizi pubblici non ci sono stati miglioramenti degni di nota.

Gualtieri: la riforma fiscale deve essere sostenibile

Tonando alla riforma fiscale, promessa dal governo, due giorni fa in collegamento col meeting di Rimini, Gualtieri ha sottolineando che:

“La riforma fiscale si deve autofinanziare attraverso una ‘debonusizzazione’ del sistema fiscale, un rafforzamento del contrasto all’evasione fiscale”. Sarà “una riforma che a regime deve essere sostenibile e deve concentrare le risorse sulle famiglie, sul lavoro e sull’impresa” ha concluso il ministro.