Fiscal cliff: ecco cosa rischia l’America

31 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK – Il ‘fiscal cliff’ è il baratro fiscale da cui l’America rischia di cadere rovinosamente se entro oggi repubblicani e democratici in Congresso non troveranno un accordo sulla riduzione del deficit. Ecco le principali conseguenze di una mancata intesa.

– STANGATA SU FAMIGLIE E WELFARE. Dal prossimo 2 gennaio scatta un aumento automatico delle tasse e dei tagli alla spesa pubblica. Cio’ comporta un’impennata del 2% delle aliquote sui redditi dei lavoratori, con un salasso fiscale che secondo che – a seconda dei calcoli – va da circa 2.000 dollari a 3.400 dollari l’anno per una famiglia media. La spesa pubblica sarebbe invece brutalmente decurtata di circa 1.200 miliardi di dollari in dieci anni, la metà a spese dei servizi pubblici, vedi i trasporti, e di quelli sociali.

– SPETTRO RECESSIONE E DOWNGRADE. Tasse e tagli spesa sarebbe un mix micidiale che porterebbe inevitabilmente verso una nuova recessione dell’economia Usa ancora in ripresa. Si calcola che il ‘fiscal cliff’ possa portare a un crollo del 3% del Pil nazionale. Senza contare le ripercussioni finanziarie, con le agenzie di rating pronte a tagliare la loro valutazione sugli Stati Uniti.

– RISCHIO DEFAULT. Oggi il debito pubblico – ormai sopra il 70% – raggiungerà il tetto invalicabile di 16.400 miliardi di dollari fissato nell’accordo del luglio 2011, con lo spettro del default che torna a minacciare l’America. E contro il quale l’amministrazione Obama – che ha sospeso temporaneamente l’emissione di titoli statali – varerà misure straordinarie mettendo sul piatto 200 miliardi che serviranno ad arrivare fino a fine febbraio.

– ‘DAIRY CLIFF’. Un raddoppio del prezzo del latte che, senza una proroga della Us Farm Bill, salirà a 7 dollari a gallone contro gli attuali 3,50 dollari.

– PIU’ FILE IN AEROPORTI. I tagli automatici alla spesa colpiranno i trasporti, con una riduzione di spesa di circa un miliardo. Ciò comporterà un taglio nel numero degli addetti alla sicurezza agli aeroporti, con un effetto immediato nella lunghezza delle file agli scali e ritardi nei voli e nelle
coincidenze. (ANSA)