Fintech: volano finanziamenti alle start-up italiane. Si riduce gap con resto d’Europa

18 Settembre 2020, di Mariangela Tessa

Sebbene gli italiani vedano ancora gli operatori tradizionali come primo punto di contatto, il FinTech in Italia è un settore in rapida ascesa e l’interesse per l’innovazione nei servizi finanziari è in crescita sia presso la clientela retail sia presso gli investitori.

È quanto rileva l’indagine “FinTech waves – The italian FinTech ecosystem” realizzata da EY e dal Fintech District – presentata ieri contestualmente alla prima edizione dell’Italian Insurtech Summit, organizzato da IIA – dalla quale emerge come l’innovazione digitale stia modellando i settori finanziario, bancario e assicurativo italiani, complici anche lo sviluppo e l’introduzione negli ultimi anni di una serie di iniziative, regolamenti e incentivi per promuovere la crescita della community FinTech (dall’istituzione dell’Agenzia per l’Italia Digitale alla più recente introduzione, prevista dal Decreto Crescita, di un sandbox per facilitare lo sviluppo del fintech, passando per la PSD2).

Analisi dei trend e dell’ecosistema del FinTech in Italia

Nel 2019 il tasso di adozione delle soluzioni FinTech in Italia ha registrato una crescita significativa: +51% nel 2019 secondo l’EY FinTech adoption index.

Il numero di FinTech in Italia è in costante crescita: nel 2011 se ne contavano appena 11, per arrivare a 199 nel 2015. Nel 2020, secondo l’ultimo censimento EY, se ne contano 345, per la maggior parte concentrate in Lombardia (169).

 

 

Delle 345 startup censite il 74% sono FinTech, mentre il 26% si colloca tra le TechFin, cioè imprese che offrono soluzioni tecnologiche d’avanguardia al servizio dell’industria finanziaria.

Il panorama italiano delle FinTech è guidato dalle startup di Crowdfunding (71), seguito dalle startup che si occupano di Data Analytics, Machine Learning e Artificial Intelligence (35), dalle FinTech che offrono pagamenti smart (34) e dalle FinTech che offrono servizi di Lending (30).

Queste sono per la maggior parte in uno stadio intermedio di crescita (Early Stage ed Early Growth) e sono finanziate tramite risorse personali o business angel. Da un’analisi delle top 20 FinTech italiane per fondi raccolti emerge che l’età media dei founder è di 46 anni, contro un’età media dei team, per il 56%, inferiore ai 32 anni.

Inoltre, i team che lavorano nelle FinTech sono generalmente di piccole dimensioni con un valore mediano di 8,5 dipendenti per startup.

Al contrario delle aspettative iniziali, il gender gap è comunque molto marcato, in quanto per l’81% delle startup le donne rappresentano meno del 50% dei membri del team. Le tematiche di Risk & Compliance sono particolarmente sentite dalle FinTech (il 74% ricopre la funzione o internamente o esternamente) e il 92% delle startup intervistate è favorevole all’introduzione di una sandbox regolamentare in Italia.

Gli investimenti nel settore FinTech in Italia

Secondo le analisi numeriche condotte, emerge come il valore mediano degli investimenti raccolti da ciascuna startup si attesti in Italia sui 700 mila euro, con le FinTech in vantaggio rispetto alle TechFin (il 46% delle FinTech ha raccolto più di 1 milione di euro contro il 21% delle TechFin).

Il 95% delle startup italiane ha una post-money valuation superiore a 1 milione di euro. Inoltre, la maggior parte delle startup (circa il 70%) ha come obiettivo, per il prossimo round di finanziamento, investitori istituzionali, in particolare fondi di Venture Capital internazionali.

 

Dall’analisi realizzata da EY e dal Fintech District si evidenzia che, nonostante gli investimenti nel settore FinTech in Italia siano ancora in ritardo rispetto a quanto accade in altri Paesi europei (nel 2019 il Paese ha attirato solo il 2% del capitale totale investito in FinTech in Europa, mentre Regno Unito e Germania hanno attratto rispettivamente il 50% e il 19% degli investimenti), di recente il gap ha iniziato a ridursi, grazie allo sviluppo di condizioni favorevoli e alla crescente collaborazione tra operatori tradizionali e startup.

I finanziamenti alle startup italiane del FinTech sono cresciuti a un tasso annuo di oltre il 60% dal 2016 al 2019, che ha registrato il record dei 261 milioni di euro.

Per quanto attiene all’anno in corso, nonostante le difficoltà registrate su scala globale a causa dell’avvento del Covid-19, l’ecosistema FinTech italiano ha mostrato importanti segnali di resilienza, anche da un punto di vista di accesso a nuove fonti di finanziamento. In particolare, le principali attività di fundraising nell’arco dei primi 8 mesi del 2020 hanno raggiunto la cifra di 90 milioni di euro.