Fintech, come AI e machine learning possono aiutare a investire

4 Novembre 2022, di Valentina Magri

L‘intelligenza artificiale (AI) e il machine learning possono essere utili per elaborare strategie d’investimento robotizzate. Lo sa bene Vittorio Carlei, docente di advanced analytics presso la Luiss Guido Carli e presso l’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, oltre che cofondatore, ceo e responsabile R&S per Qi4M. La società fintech è stata fondata nel 2017 da Carlei insieme a Gabriele Ciani, Giulio Giorgini, Massimo Molinari e Giovanni Andrea Colonna di Paliano. Qi4M ha chiuso il 2021 con ricavi per 356 mila euro, una perdita di 95 mila euro, una posizione finanziaria netta di 532 mila euro. La società gestisce asset per 48 milioni.

Quali soluzioni offre Qi4M? A chi sono destinate?

La strategia commerciale di Qi4M – attualmente – non prevede una value proposition per i consulenti finanziari. Il modello di business, con cui operiamo nel mercato, è il B2B2C. Qi4M, attraverso la piattaforma proprietaria basata sull’intelligenza artificale, Qi-Platform, sviluppa strategie di investimento robotizzate, costruite insieme ai suoi clienti: principalmente banche, assicurazioni, family office, asset e wealth manager.

Come mai non lavorate con i consulenti finanziari delle reti? 

L’offerta di Qi4M è rivolta anche alle società di gestione, che propongono le nostre strategie ai loro consulenti finanziari. Al momento abbiamo due prodotti equity disponibili “via certificato”: il primo distribuito da Credit Suisse, il CSEATERA Index, e il secondo, PQUINTA LX Index, collocato da Banca Profilo. I due indici registrano performance positive, che battano il loro benchmark di riferimento.

Queste strategie sono solo alcuni degli esempi di soluzioni personalizzate e multi-asset che Qi4M è in grado di sviluppare grazie a Qi-Platform, la nostra piattaforma tecnologica altamente specializzata per la gestione robotizzata di portafogli, dedicati principalmente ad investitori istituzionali.

Vi definireste un Robo4Advisor?

Per la natura della società non possiamo definirci tali, poiché instauriamo un rapporto diretto con il cliente: co-creiamo la soluzione che meglio si adatta ai suoi obiettivi di investimento: selezioniamo, infatti, un paniere di titoli in grado di offrire un portafoglio ben diversificato e con buone performance. Tuttavia, questo non preclude l’integrazione con le piattaforme Robo4Advisor, che possono proporre le nostre gestioni robotizzate in alternativa a fondi e prodotti tradizionali.

Quali banche, sgr e gestori di fondi utilizzano i vostri prodotti?

Tra i nostri partner e clienti annoveriamo un primario gruppo assicurativo italiano ed europeo, un primario asset manager italiano, Credit Suisse, Banca Profilo, Pharus SICAV, Aleph Finance, Barclays.

Cosa offrite a banche, sgr e gestori di fondi?

Sfruttando al meglio le potenzialità dell’AI e del machine learning governiamo la complessità del mercato finanziario e riduciamo gli errori umani. Supportiamo i nostri clienti nella gestione dei processi di investimento e nella creazione di portafogli su misura, mettendo a loro disposizione un team tecnologico di elevata qualità e competenza e una piattaforma tecnologica, frutto di tre anni di sviluppo e di un investimento di oltre 2 milioni di euro.

Avete pensato di offrire soluzioni di asset allocation anche ai risparmiatori privati? Come mai?

Sì, è un’attività che possiamo offrire ai risparmiatori privati attraverso i nostri clienti (banche, assicurazioni e fondi). Oggi riteniamo che il nostro settore abbia più bisogno di sviluppare prodotti di investimento innovativi anziché strumenti a supporto delle reti di distribuzione, tecnologie per le quali tuttavia ci vediamo integrati – in futuro – in un’ottica di soluzioni E2E (End 2 End).