Finmeccanica, il nuovo caso Mps: a tremare stavolta sono Lega e CL

13 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Economia e lobby, Piazza Affari e politica. Connubi che ormai sono sempre più diffusi in Italia, e che saltano fuori in piena campagna elettorale, proprio quando i candidati dei vari partiti tentando di mostrare il loro volto migliore.

Prima lo caso Monte dei Paschi di Siena, che ha fatto tremare il Pd, facendo sorgere molti dubbi sul mondo delle Fondazioni, troppo presenti nel mondo bancario, fino a veder snaturata la loro identità. E ora il caso Finmeccanica, che diventa una vera e propria patata bollente per la Lega.

L’ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni ha riferito infatti ai magistrati che la promozione di “Giuseppe Orsi da amministratore delegato di Agusta a capo di tutta Finmeccanica, è avvenuta grazie al pagamento di una tangente di 10 milioni alla Lega Nord e a Comunione e Liberazione”.

Nella giornata di ieri Orsi è stato arrestato, sotto l’accusa di corruzione internazionale, ovvero per tangenti del valore di 51 milioni di euro, pagate per assicurarsi la vendita di 12 elicotteri al governo indiano.

Evidente il nervosismo di Roberto Maroni, segretario della Lega Nord, che afferma convinto che “La Lega non c’entra nulla” e che minaccia azioni penali e civili contro tutti.

Eppure, così il giudice per le indagini preliminari di Busto Arsizio, Luca Labianca: La circostanza “irrilevante sotto il profilo dell’ontologica esistenza delle condotte oggetto di addebito, non può essere sottaciuta poiché sull’utenza di Orsi sono state intercettate diverse telefonate intercorse con esponenti politici di quel partito che, a prescindere dalla corrispondenza al vero dell’illazione di Zampini (ndr. Giuseppe Zampini, amministratore delegato di Ansaldo Energia, dimostrano una certa vicinanza di Orsi a quel partito e confermano, ove ce ne fosse ancora bisogno, la complessiva credibilità di Haschke (ndr Guido Ralph Haschke, intermediario arrestato per le tangenti)”, come scrive un articolo de Il Fatto Quotidiano.

Orsi avrebbe fatto di più: stando a quanto riporta il Fatto Quotidiano, infastidito da alcuni articoli del Sole 24 Ore, l’amministratore delegato chiese aiuto al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

Riporta il Fatto Quotidiano la conversazione tra Orsi e Squinzi: “Ascolta io volevo dirti una cosa, non l’ho fatto…in tutti questi giorni però mi sembra che abbia superato il limite. Cioè il giornale che mi attacca di più è il Sole (Sole24ore, ndr) e io non, è l’unico e non lo ritengo. Ho veramente fatto fatica e non te ne avevo voluto parlare…”. Squinzi risponde di non essersi “accorto” che forse si è un po’ “distratto”, e poi rassicura il manager: “Comunque interveniamo subito, eh!”.

Un 2013 nero per Piazza Affari, in termini di credibilità. Oltre a Mps e Finmeccanica, scandali per Eni, con l’apertura dell’indagine anche nei confronti dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, Unipol, per i derivati e titoli tossici che hanno provocato perdite ingenti ai clienti; Banca Popolare di Milano, che avrebbe finanziato la criminalità organizzata.