Finmeccanica, conti bocciati dal mercato. Titolo crolla del 20%

15 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Prosegue senza sosta il tonfo di Finmeccanica, che chiude con un crollo del 20%, scendendo ben al di sotto della soglia di 4 euro. Il mercato boccia i conti della società, che hanno messo in evidenza una forte perdita nei primi nove mesi del 2011.

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Roma – Oltre che dalle preoccupazioni per l’annoso problema dei debiti sovrani, Piazza Affari soffre oggi il tonfo di Finmeccanica.

La società ha chiuso infatti i primi nove mesi del 2011 con una perdita di 324 milioni di euro, rispetto all’utile di 321 milioni dello stesso periodo del 2010. L’Ebita Adj e’ stato pari a 1,044 miliardi e gli aggiustamenti a livello di Ebit a 327 milioni; inoltre la plusvalenza netta per la cessione del 45% di Ansaldo Energia (443 milioni).

La riduzione dell’Ebita e’ riconducibile all’Aeronautica, per oneri di natura non ricorrente pari a 753 milioni. Il Cda ha deliberato di proporre all’Assemblea di non distribuire alcun dividendo. Approvato un piano per procedere entro il 2012 a “finalizzare cessioni” per 1 miliardo. Per AnsaldoBreda sara’ identificata una partnership strategica e industriale, “per sostenere il rilancio della societa’ e consentirne il progressivo deconsolidamento”.

Il titolo non è riuscito a fare prezzo nei primi minuti della giornata di contrattazioni, per poi aprire con -9% prima di essere sospeso per eccesso di ribasso e essere riammesso alle contrattazioni.

Sulle quotazioni non pesano solo i conti; il titolo sconta infatti anche il taglio delle stime annunciato dall’azienda. Finmeccanica ha infatti ridotto le previsioni per l’intero anno. Una nota della società, distribuita dopo il consiglio che ha approvato il resoconto al 30 settembre 2011 e il piano di consolidamento operativo e patrimoniale del gruppo, precisa che i ricavi per l’intero anno sono previsti tra i 17 e i 17,5 miliardi di euro contro i 17,5-18 miliardi previsti in luglio. Il gruppo di armamenti si aspetta una perdita di circa 200 milioni di euro prima di interessi, tasse e ammortamenti (EbitA) per l’anno in corso.