Finisce male la parabola della star della Silicon Valley: una truffatrice

16 Marzo 2018, di Mariangela Tessa

Era considerata una propria star della Silicon Valley, spesso paragonata a Steve Jobs. Elizabeth Holmes, classe 1984, fondatrice e amministratrice delegata della società di analisi del sangue Theranos, ora rischia di passare alla storia come una delle più grandi truffatrici della storia statunitense, dopo che la Sec l’ha accusata di frode.

Secondo l’autorità di controllo della Borsa statunitense, insieme all’ex presidente di Theranos  Sunny Balwani, con il quale aveva una relazione, Holmes ha frodato gli investitori, presso i quali ha raccolto 700 milioni di dollari, con dichiarazioni false sulla tecnologia della società e sulla sua performance finanziaria.

Holmes ha patteggiato le accuse della Consob americana senza ammettere o smentire eventuali responsabilità: l’ex star della Silicon Valley pagherà 500.000 dollari e non potrà ricoprire alcun incarico societario per i prossimi 10 anni.

“La storia di Theranos è un’importante lezione per la Silicon Valley. Coloro che innovano e cercano di rivoluzionare un’industria devono dire la verità agli investitori su quello che le loro tecnologie sono in grado di fare ora, non su quello che sperano potranno fare un giorno” ha spiegato la Sec.

L’imprenditrice 34enne ha fondato Theranos quando aveva 19 anni, dopo aver abbandonato gli studi a Stanford. Indicata dal Time come una delle persone più influenti del mondo e da Forbes come una delle donne più potenti, Holmes aveva promosso una tecnologia in grado di abbattere i costi di laboratorio, consentendo esami del sangue completi a portata di un dito. Un’indagine condotta dal Wall Street Journal nel 2015 aveva però sollevato i primi dubbi su Theranos, spingendo le autorità a indagare. L’inchiesta si è chiusa con le accuse di frode.