Fincantieri-Stx, Francia vuole cantieri a metà ma controllo all’Italia

1 Agosto 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – 50 a 50 con il controllo sui cantieri affidato agli italiani: questa a grandi linee la proposta che avanza il ministro dell’economia francese Bruno Le Marie in merito all’affaire Fincantieri-Stx che oggi vedrà riuniti ad un tavolo di confronto il collega italiano  Pier Carlo Padoan e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Nel corso di un’intervista al Corriere della Sera il ministro francese spiega che il precedente accordo siglato con la compagnia triestina e il governo all’epoca guidato da Francois Hollande non offriva garanzie sufficienti né sull’impiego né sulle tecnologia.

“Abbiamo proposto un patto tra azionisti al 50 – 50 tra partner italiani e francesi: 50% per Fincantieri, 33% per lo Stato francese, 14,66% per l’azienda francese Naval Group, 2% per i lavoratori. Nella nostra proposta, il presidente del consiglio di amministrazione, designato da Fincantieri, dispone di una voce preponderante in caso di uguaglianza. Fincantieri è dunque chiaramente alla guida dei cantieri navali. La reazione del governo italiano è per il momento negativa. Continueremo a lavorare e a spiegare le nostre inquietudini Ho buone speranze che arriveremo a trovare u’nintesa nelle prossime settimane (…) La nostra volontà è di offrire all’Italia una partnership nel settore navale che vada a vantaggio di tutti.

Le Marie sottolinea come la soluzione proposta del 50-50 permette una partnership equilibrata, nella quale Francia e Italia lavorano mano nella mano, da eguale a eguale.

“In compenso, perché una impresa industriale lavori bene, ha bisogno di un operatore. E questo operatore, è Fincantieri”.

Cosa risponderà l’Italia a tale proposta? Ieri si sono incontrati il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni,e  i ministri dell’Economia Pier Carlo Padoan e dello Sviluppo, Carlo Calenda, proprio per mettere a punto la risposta da dare ai francesi. Per il momento il nostro paese pare irremovibile con il ministro Calenda che ha chiarito in più occasioni che al di sotto del 51% non intende andare e Roberta Pinotti, la ministra della Difesa che sottolinea:

“L’Italia non farà un passo indietro perché non è accettabile che ci possa essere una maggioranza coreana al 66% e non una maggioranza italiana, quindi su questo non ci muoveremo di un millimetro”.

Come andrà a finire lo si saprà in serata dopo il vertice previsto nel pomeriggio in via XX settembre.