Economia

Finanza sostenibile, italiani sempre più consapevoli

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Se ne fa un grande parlare del rapporto tra gli italiani e gli investimenti sostenibili. Ma a che punto è in concreto questa relazione? Per fornire una risposta significativa e robusta Lattanzio Kibs, società italiana di consulenza strategica, ha elaborato per Wall Street Italia un’indagine conoscitiva presso un campione di 1.616 casi di italiani maggiorenni, rappresentativo dei residenti delle maggiori città del nostro Paese.
La ricerca, progettata da Annachiara Annino ed elaborata da Luca Cuzzocrea, è stata sviluppata tramite una metodologia mista del tipo Cati/Cawi (interviste telefoniche e web) con l’obiettivo, appunto, di verificare l’opinione degli italiani verso la finanza sostenibile. Ecco cosa è emerso.

Italiani propensi a investire con responsabilità

Il tema della sostenibilità è al centro dell’attenzione da ormai diversi anni e in effetti, stando a quanto dichiarato nel corso del sondaggio, sempre maggiori sono le spinte verso approcci e comportamenti green che l’emergenza sanitaria da Covid-19 non ha fatto altro che rafforzare. Questa sensibilità si riverbera anche nel settore finanziario, sempre più orientato verso la sostenibilità, tanto che oggi  il 70% degli italiani intervistati sarebbe propenso a fare investimenti green, nel caso specifico ad acquistare prodotti finanziari che investono su aziende impegnate nella lotta al cambiamento climatico. Più di un quarto degli intervistati si dice convinto di questa scelta.
Da notare, la distribuzione dei consensi che diminuisce quasi linearmente all’aumentare dell’età. L’atteggiamento positivo cresce invece al crescere del titolo di studio.
Tra diplomati e laureati la percentuale di accordo è pari ai tre quarti del campione (circa 75%), mentre tra chi possiede un titolo più basso la quota si attesta al 62% e scende al 32% tra chi è senza titolo. Una curiosità che emerge dall’indagine è che Bologna si distingue come la città più green con il 79% dei consensi.

Le attese sui rendimenti

Se gli italiani non sembrano avere dubbi sulla bontà dell’investimento finanziario sostenibile, mostrano invece un maggiore grado di incertezza sui rendimenti che queste operazioni possono fruttare.
Anche in questo caso, non si tratta di scetticismo, circoscritto a un fisiologico 5%, ma di difficoltà oggettiva a valutare le opportunità: il 21% dichiara di non saper rispondere.
Tra quanti invece esprimono un’opinione, il 40%, pari comunque alla maggioranza relativa del campione, ritiene che investire in aziende sostenibili renda di più nel lungo periodo che investire in aziende non necessariamente sostenibili, mentre il 34% che renda allo stesso modo. Quindi, nonostante un maggior margine di incertezza, l’investimento sostenibile rappresenta comunque un’opportunità in grado di accrescere i propri rendimenti.
Tra quanti acquisterebbero prodotti finanziari etici, la percezione di maggior rendimento collegato ad aziende sostenibili, cioè attente all’ambiente, alle comunità in cui operano e al benessere dei propri lavoratori, è sensibilmente più alta (53%).

Finanza sostenibile, serve maggiore competenza

Come risaputo, la competenza finanziaria degli italiani è limitata e altrettanto contenuta risulta in riferimento ai temi di sostenibilità. L’indagine di Lattanzio Kibs conferma la necessità di un forte investimento personale e istituzionale in termini di educazione finanziaria, soprattutto “etica” per far sì che l’approccio finanziario green da parte dei risparmiatori italiani sia accompagnato da una chiara consapevolezza sulle opportunità e sui limiti.

Attese sull’impegno sociale delle aziende

Un ultimo tema affrontato nel corso dello studio sulla finanza sostenibile è l’atteggiamento degli italiani verso l’importanza dell’impegno delle aziende, grandi o piccole che siano, verso progetti a favore del territorio. Come in precedenza, le opinioni positive sono molto diffuse, arrivando a segnare una quota del 72%. “Il risultato non sorprende – concludono gli esperti della società italiana di consulenza strategica –, visto che già in precedenti studi condotti da Lattanzio Kibs emergevano i desiderata dei consumatori verso un preciso e continuativo impegno sociale delle aziende.
Di sicuro l’emergenza sanitaria ne ha acuito il bisogno trasformandolo in urgenza. In questo caso, non registriamo differenze significative nelle percezioni di uomini e donne. Inoltre, l’analisi delle opinioni eseguita tenendo conto dell’età evidenzia una crescita della quota dei ‘non so’ all’aumentare dell’età, a fronte di una diminuzione delle opinioni positive”.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di novembre del magazine Wall Street Italia