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Finanza marcia in Italia, è scandalo Banca Carige

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ROMA (WSI) – Ora non è più questione di un uomo solo al comando, di personalismi, favoritismi e campanilismi. Non è più la storia del siluramento, dopo 25 anni al vertice, di Giovanni Berneschi e del suo tentativo di resistere al blitz del principale azionista, la Fondazione guidata da Flavio Repetto che controlla la banca con il 47%. La vicenda di Banca Carige ora fa tappa dalla magistratura.

Ieri gli ispettori di Bankitalia, gli stessi che hanno steso una durissima relazione su Carige scoperchiando un andazzo che durava da lunghi anni, hanno consegnato al procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce, i risultati del loro lavoro, concluso il 26 luglio scorso.

Dell’indagine si occuperanno lo stesso Di Lecce e il procuratore aggiunto Nicola Piacente. Le relazioni degli ispettori sono due e riguardano da una parte l’istruttoria e la concessione di mutui e prestiti e l’intervento economico nel sociale; dall’altra manovre economico-finanziarie che hanno suscitato dubbi e sospetti.

Le carte di Bankitalia sarebbero arricchite anche da alcune relazioni di Consob che è intervenuta recentemente su alcune operazioni di short selling effettuate dalla banca. Nei fascicoli anche alcuni rilievi amministrativi in merito alla vendita di Sgr del gruppo Asset Management e sul rapporto “controllori-controllati” che secondo gli ispettori non avrebbero portato ai dovuti provvedimenti.

In particolare gli ispettori hanno evidenziato questi aspetti alla procura di Genova e hanno fatto riferimento anche alle segnalazioni di Banque de France sulla filiale di Nizza di Banca Carige. Nel 2010, la banca centrale francese aveva segnalato il mancato adeguamento della filiale alle norme contro il riciclaggio di denaro sporco. Rilievi effettuati già nel 2002 e nel 2005 e conclusi con due multe da 150 mila euro.

In particolare nel 2005 Banque de France si era occupata di un’operazione da 583 mila euro versati su un conto di Carige Nizza a fronte della vendita di immobili in Italia per 186 mila euro. Un’operazione che, secondo Banque de France «giustifica il sospetto che le somme potrebbero provenire da attività illecite», così come il deposito di oltre 210 mila euro a fronte della vendita di opere d’arte da parte di una donna senza reddito. Operazioni che Carige Nizza, scrivono i francesi, «non ha segnalato a Tracfin» (il servizio francese antiriciclaggio).

Ma le accuse mosse da Bankitalia riguardano anche rischi di rientro da prestiti e mutui scarsamente e opportunamente valutati, la distribuzione dei poteri ai vertici della banca, la difficoltà del cda nel rendere sostanziali le critiche alla gestione dell’ex presidente Berneschi.

Carige ha 6 mila dipendenti (3 mila in Liguria) e 2 milioni di clienti, tutti a Genova hanno un conto, o lavorano o hanno parenti che lavorano nella banca (o tutti e tre le cose): è evidente che in città non si parli d’altro. Fanno rabbia i soldi erogati agli amici degli amici, mentre i comuni cittadini devono sudare le proverbiali sette camicie per poi vedersi (spesso) negare un piccolo mutuo.

Anche per questo su Carige ieri è ritornato il sindaco Marco Doria. «Le osservazioni e i rilievi della Banca d’Italia richiedono che al più presto un nuovo consiglio assuma la piena responsabilità nella gestione di una banca le cui fondamenta sono sane e che ha grandi potenzialità».

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