Finalmente: l’Ocse ammette di essersi sbagliata

13 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In una sorta di ‘post mortem’ sulle previsioni economiche emesse durante la crisi del debito europea, che ha fatto sprofondare l’area della moneta unica nella fase di recessione più profonda dai tempi del Dopoguerra, l’Ocse ha riconosciuto di avere commesso degli errori. Le stime si sono rivelate costantemente sbagliate perché troppo ottimiste.

Ad essere sbagliata «è stata in particolare l’argomentazione secondo cui la crisi europea si sarebbe dissipata con il tempo e il fatto che gli Spread tra i rendimenti dei Bond si sarebbero ristretti». Sono stati questi elementi, ammette il Capo Economista dell’Organizzazione di Cooperazione e Svilluppo Economico, Carlo Padoan, «la più importante fonte di errore».

Secondo il Fondo Monetario Internazionale tutte le previsioni sottostimavano l’effetto negativo sulla crescita delle manovre draconiane fiscali. L’austerità ha funzionato, ma le misure di stimolo monetario della Bce e quelle di rilancio della crescita dei singoli Governi sono arrivate troppo tardi.

Inoltre l’Ocse ha ammesso di aver preso sotto gamba il possibile effetto che l’indebolimento dell’economia globale avrebbe avuto sugli Stati più vulnerabili dell’area euro.

Tenere conto delle azioni poco decise e incisive dei Governi nazionali e dell’impatto della globalizzazione e della crisi dei mercati emergenti rischia di rendere ancora più negative le prossime previsioni dell’organizzazione.