Fiducia consumatori e utili danno la carica a Wall Street

28 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) -Dopo una seduta all’insegna della volatilita’, chiude con il segno piu’ la seduta di Wall Street. A riportare fiducia tra gli investitori americani sono alcune trimestrali, tra cui quelle di Pfizer, e la fiducia dei consumatori cresciuta a gennaio. Il recupero dell’S&P 500 dal peggiore calo dallo scorso giugno avviene alla vigilia del giorno in cui la Federal Reserve comunichera’ le sue decisioni di politica monetaria. Il Dow Jones segna un rialzo dello 0,58% a 15.929 punti, il Nasdaq avanza dello 0,35% a quota 4.098, l’S&P 500 guadagna lo 0,64% a 1.793.

Il petrolio a marzo e’ salito dell’1,8%, 1,69 dollari, a quota 97,41 dollari al barile. L’oro a febbraio ha perso terreno per la seconda seduta di fila: -1%, 12,60 dollari, a quota 1.250,80 dollari all’oncia. Nel frattempo, l’indice di volatilita’ Vix ha segnato una flessione per il secondo giorno di fila (-9,3%) attestandosi a 15,80 punti.

Tornando alla fiducia dei consumatori di gennaio, il dato, misurato dal Conference Board, è salito a a 80,7 punti, ovvero il livello più alto da cinque mesi, contro i 77,5 punti stimati dal consensus. Rivisto al ribasso il dato di dicembre, da 78,1 a 77,5 punti

L’azionario globale segna un recupero, accogliendo positivamente le decisioni delle banche centrali dei paesi emergenti di sostenere le rispettive valute, al fine di prevenire altri scivoloni.

Sul Nasdaq, pesante Apple, con il titolo che cede -8% dopo aver reso noto vendite di iPhone inferiori alle attese. Indice S&P 500 si appresta comunque a recuperare dal minimo in più di un mese.

Sul fronte macro, negli Stati Uniti a dicembre gli ordini di beni durevoli sono scesi inaspettatamente del 4,3%, dato ben al di sotto delle attese degli analisti che avevano previsto un rialzo dell’1,5%. E’ quanto reso noto dal Dipartimento del Commercio statunitense. Il dato di novembre e’ stato rivisto a +2,6% da +3,4%. Escludendo il settore dei trasporti, la flessione di dicembre si attesta a -1,6% (dato novembre rivisto a +0,1% da +1,2%)

Sul fronte immobiliare, i prezzi delle abitazioni nelle principali 20 metropoli degli Stati Uniti sono calati dello 0,1% a novembre mentre sono aumentati del 13,7% su base annua. Lo rivelano le statistiche pubblicate oggi dall’indice Case Shiller che monitora le variazioni di prezzo di un medesimo gruppo di abitazioni nel corso degli anni. Restringendo alle sole prime dieci metropoli, le variazioni sono state sempre di una flessione dello 0,1% su mese e di un rialzo del 13,8% su anno.

Fari puntati sui mercati emergenti con la Reserve Bank dell’India che ha aumentato i tassi mentre le autorità monetarie della Turchia si apprestano a riunirsi in un meeting straordinario per far fronte ai forti crolli della lira.

“La correzione a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni è stata più che altro un tentativo del mercato di autoregolarsi – ha commentato in una intervista a Bloomberg Didier Duret, responsabile investimenti presso ABN Amro Private Banking ad Amsterdam – Il sentiment di base non è cambiato e nel lungo periodo non si prevede un calo” dei mercati.

Trepidazione per la riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, che inizia oggi e terminerà domani con l’annuncio sui tassi sui fed funds. Secondo il consensus, la Fed ridurrà ulteriormente la portata del QE, dunque degli acquisti di Treasuries e titoli legati ai mutui, di un valore di $10 miliardi circa.

Ci si chiede se la Fed dirà qualcosa al fine di arginare il sell off che ha colpito i mercati emergenti.

Secondo Steven Englander, responsabile della divisione forex G10 presso Citi, se non ci sarà alcun riferimento agli smobilizzi che hanno colpito gli emergenti, il pessimismo potrebbe tornare. Sarebbe dunque essenziale che la Fed parlasse di quanto accaduto, affermando che “il caos nei mercati emergenti potrebbe mettere a repentaglio la ripresa economia degli Stati Uniti”.

Intanto l’indice dei mercati azionari emergenti, l’MSCI Emerging Markets, è salito dal minimo in quattro mesi, così come l’indice di Bloomberg che monitora 20 valute di altrettanti paesi in via di sviluppo.

La rupia indiana ha recuperato dal minimo in due mesi dopo che i tassi sono stati alzati dal 7,75% all’8%, in una mossa a sorpresa. La lira turca è in crescita, così come la borsa.

Tra altri titoli Pfizer +2,6%% dopo aver riportato un utile per azione di 56 centesimi, meglio dei 52 centesimi attesi.

Sale Du Pont dopo che il produttore chimico numero uno degli Usa per valore di mercato ha autorizzato un piano di riacquisto di azioni per $5 miliardi. Bene anche Ford dopo la pubblicazione dei risultati che hanno messo in evidenza utili al lordo delle tasse per $8,78 miliardi nel Nord America e per $415 milioni nella regione dell’Asia Pacifico.

Sul valutario, euro -0,33% a $1,3639; dollaro/yen +0,58% a JPY 103,13; euro/franco svizzero +0,21% a CHF 1,2280. Euro/yen +0,29% a JPY 140,60.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,51% a $96,21, il prezzo dell’oro -0,73% a quota $1.254,30 l’oncia.