Fed verso primo taglio dei tassi in dieci anni

29 Luglio 2019, di Mariangela Tessa

Settimana cruciale, quella in partenza oggi, sul fronte dei tassi. I fari del mercato sono puntati sulla riunione della Fed, in calendario mercoledì, quando il mercato si attende un taglio del costo del denaro do 25 punti base, benché la decelerazione del Pil Usa e i cali nei profitti delle società quotate siano stati inferiori al previsto. Se le attese, si riveleranno corrette, si tratterebbe del primo taglio in dieci anni.

Una mossa preventiva, quella che metterà in campo la banca centrale Usa, per evitare un rallentamento dell’economia Usa, che sta già mostrando i primi segnali di cedimenti a causa delle tensioni commerciali. Segnali in questa direzione sono arrivati con la pubblicazione della prima stima sul PIl del secondo trimestre, che ha evidenziato una crescita, seppure superiore alle attese, del 2,1% migliore del previsto, mostrato allo stesso tempo chiari segni dell’impatto della guerra commerciale con la Cina.

Il rallentamento economico avviene mentre gli investimenti stanno mostrando segnali di cedimenti; ovunque i dati mostrano che a scoraggiare sono le prospettive del commercio internazionale, rese negative dal protezionismo di Donald Trump. Quest’ultimo d’altronde sta facendo pressing da mesi sulla Fed affinché tagli il costo del denaro.

“Il mercato sta scontando un taglio di 25 punti base”, ha affermato Quincy Krosby, strategist di Prudential Financial.

Stephen Stanley, capo economista di Amherst Pierpoint, ha dichiarato di aspettarsi che la Fed tagli i tassi solo una volta e poi si fermi. Anche se “non diranno che abbiamo finito.Ho la sensazione che lasceranno la porta aperta”, ha detto Stanley.

Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM ha detto di aspettarsi  un taglio dei tassi di 25 punti base mentre prevede che “lo scenario più probabile sia “one and done”.

“Continuiamo a credere che, fondamentalmente, una riduzione dei tassi non sia giustificata – per esempio, dopo la precedente riunione del FOMC del 19 giugno, i dati relativi al mercato del lavoro, all’inflazione CPI e alle vendite al dettaglio, sono tutti migliorati  Oltre al recente miglioramento dei dati economici, osserviamo anche che l’inflazione PCE core – l’indice preferito dalla Fed – pur rimanendo a livelli bassi, è frenata principalmente dalla debolezza dei prezzi dei servizi finanziari, che probabilmente sarà un fenomeno temporaneo. Considerato il chiaro segnale da parte dei funzionari, un taglio dei tassi sembra rientrare nella politica della Fed – anche se scartiamo l’ipotesi di un taglio di 50 punti base ed escludiamo ulteriori riduzioni dei tassi in futuro. Questo scenario potrebbe però essere modificato se si concretizzassero i rischi di ribasso legati al commercio e agli sviluppi globali, come sottolineato dal presidente Powell durante la sua testimonianza al Congresso”.