Trump: “Alla Fed abbiamo signore che ama alzare tassi”

4 Marzo 2019, di Alberto Battaglia

Il presidente degli Stati Uniti ha arricchito di un nuovo capitolo il registro degli attacchi rivolti al numero uno della Federal Reserve, Jerome Powell. La cornice, in questo caso, è stata quella del Conservative Political Action Conference tenutosi sabato scorso a National Harbor, Maryland. Donald Trump ha ribadito l’importanza, per l’economia Usa, di un dollaro non troppo caro e di una politica monetaria non troppo restrittiva. Entrambi gli obiettivi sarebbero ostacolati dallo stesso Powell.

Senza nominare direttamente il presidente della Fed, Trump ha parlato di “un signore che ama aumentare i tassi di interesse”. E ancora: “Abbiamo un signore che ama il restringimento quantitativo alla Fed, abbiamo un signore che ama un dollaro molto forte alla Fed. Potete immaginare cosa sarebbe successo se avessimo lasciato i tassi di interesse dove erano, se non avessimo fatto una stretta quantitativa”.

Trump: Usa in fase di boom malgrado la Fed

Secondo il presidente Usa, l’America è in fase di boom nonostante decisioni di politica monetaria giudicate troppo prudenti. “Altri paesi stanno andando molto male”, al contrario degli Stati Uniti, “e questo rende ancor più arduo il nostro successo” ha aggiunto.

Detto questo, Trump ha rassicurato sulla non necessità di procedere alla normalizzazione dei tassi: “non c’è inflazione”. Il presidente americano ha poi chiarito la sua posizione sulla forza da lui ritenuta ottimale per il biglietto verde: “Voglio un dollaro che vada bene per il nostro paese, ma non un dollaro così forte da renderci proibitivo fare affari con altre nazioni”, ha detto Trump.

Per il momento Jerome Powell ha espresso la stessa linea già ribadita in varie occasioni: nonostante la robustezza dell’attività economica e dell’occupazione, la Fed rimarrà “paziente” nell’osservare gli sviluppi ed eventualmente procedere con ulteriori rialzi dei tassi.