Fed lascia i tassi a zero, Wall Street corre

29 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura positiva oggi a Wall Street nel giorno della Fed. Come previsto la Federal Reserve ha lasciato i tassi di interesse fermi allo 0-0,25%, minimo storico a cui furono portati il 16 dicembre 2008 per far fronte a quella che si e’ poi rivelata la piu’ lunga recessione dalla Seconda Guerra mondiale.

Nel finale, il Dow +0,68% a 17.751 punti, il Nasdaq +0,45% a 5.112 punti mentre lo S&P +0,75% a 2.109 punti.

Cosi’ come aveva detto alla fine della riunione di giugno, la Federal Reserve anche oggi e’ tornata a spiegare che “l’attivita’ economica ha continuato ad espandersi in modo moderato negli ultimi mesi”. Diversamente da allora pero’ la banca centrale americana migliora la sua visione sull’andamento del mercato del lavoro, che “continua a migliorare” con la creazione “solida” di posti di lavoro e disoccupazione “in calo”.

A giugno aveva spiegato che “il passo con cui c’e’ creazione di posti di lavoro ha accelerato mentre la disoccupazione resta stabile”. Resta dunque aperto il dibattito sulla tempistica con cui i tassi torneranno a salire per la prima volta dal 2006. Una stretta a settembre e’ possibile ma non c’e’ nulla che la renda certa. Si nota che per la quinta volta di fila tutti i membri dell’Fomc hanno votato a favore di un mantenimento dei tassi allo 0-0,25%.

In una recente apparizione davanti al Congresso, la presidente della Fed Janet Yellen non ha escluso un possibile rialzo dei tassi a settembre ma non ha nemmeno lasciato intendere che sia una cosa certa. I recenti timori sulla crisi del debito greco e il calo dei mercati cinesi hanno spinto alcuni investitori a scommettere che la Fed possa mantenere invariati gli interessi fino alla fine dell’anno.

I dati macro Usa non sono sempre di buon auspicio e allo stesso tempo ci sono altri fattori che pesano sull’outlook dell’economia globale, come la crisi in Grecia, le turbolenze sui mercati azionari cinesi e il forte recente sell off sulle commodities.

Dal fronte immobiliare, notizie poco confortanti arrivano dai compromessi sulle case esistenti negli Stati Uniti che nel mese di giugno sono calati dell’1,8%. Lo ha reso noto l’Associazione nazionale degli agenti immobiliari (Nar). Il dato e’ peggiore delle attese degli analisti, che si aspettavano un aumento dell’1%.

Nel frattempo continua la pioggia di trimestrali societarie. Twitter perde il 14%: la trimestrale è piaciuta al mercato, che però non ha digerito le indicazioni arrivate dal direttore finanziario Anthony Noto: secondo lui il social network non vedrà una crescita “sostenuta e significativa” degli utenti per un “periodo considerevole di tempo”.

Crolla il titolo di Yelp, che a Wall Street cede il 25%, ai minimi delle ultime 52 settimane. A pesare sulle azioni del sito di recensioni per consumatori nel secondo trimestre ha virato in passivo (rosso da 1,3 milioni di dollari, -2 centesimi per azione, dai profitti per 2,7 milioni delll’anno scorso), ha tagliato le stime per l’intero anno del 5% a un range tra 544 e 550 milioni, e ha annunciato una serie di notizie che non sono per nulla piaciute agli investitori.

Intanto, gli investitori stranieri si sono fatti avanti aggiudicandosi oltre due terzi dell’asta di titoli di stato Usa a cinque anni per un valore complessivo pari a 35 miliardi di dollari. Agli acquirenti indiretti, associati alla domanda dall’estero, e’ andato infatti il 67,5% dell’asta mentre a quelli diretti – riflesso della domanda interna – e’ andato il 5,3%. Successivamente all’asta i prezzi dei Treasury si sono risollevati dai minimi intraday. Il decennale vede rendimenti salire al 2,2895% dal 2,252% di ieri. Il titolo a tre mesi e’ fermo allo 0,0534%

Sul valutario, l’euro -0,14% a $1,1044. Dollaro/yen +0,10% a JPY 123,68.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio Usa +1,30% a $48,81 al barile, Brent -0,47% a $53,05. Oro fermo a $1.097, argento -0,36% a $14,59.