Fed, debiti societari ai massimi dai tempi pre-crisi

20 Maggio 2019, di Alberto Battaglia

I prestiti ad elevato rischio (leveraged loans) in circolazione negli Stati Uniti hanno raggiunto il massimo livello dal 2007, toccando quota 1.100 miliardi di dollari. Lo ha calcolato la Fed nel suo rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria aggiungendo che l’incremento nel 2018 è stato del 20%. Favorito dalle condizioni di credito favorevoli, il levaraged loan è un prestito emesso da società ad elevato rischio d’insolvenza o dalla storia debitoria travagliata. Analogamente alle cartolarizzazioni dei mutui ipotecari, anche i leveraged loans vengono impacchettati in obbligazioni note come collateralised loan obbligations (Clo).

Le analogie con i Cdo, stando a quanto affermato dalla Federal Reserve, terminano qui: i Clo infatti, sono strutturati in modo più sicuro e i soggetti che li acquisiscono sarebbero ben più consapevoli dei rischi che corrono. Nel periodo pre-crisi, al contrario, non era altrettanto chiaro il rischio delle obbligazioni che avevano alla base i mutui subprime.

I maggiori investitori in prestiti leveraged sono banche e compagnie di assicurazione consapevoli dei rischi, mentre i Clo sono prodotti che non ricoprono una grande parte dell’allocazione di questi soggetti. Il rischio sistemico, dunque, non sarebbe elevato nonostante la cifra complessiva interessata.

Piuttosto, la Fed ha avvertito sui possibili effetti di un peggioramento delle condizioni economiche sui default, con la possibilità che i leveraged loans finiscano con l’aggravare uno scenario di crisi già avviato. Il presidente della Federal Reserve di Dallas, Robert Kaplan, aveva affermato in precedenza che “questa quantità di debito societario sarà un peso”. Se invece il crollo dovesse essere localizzato solo nei leveraged loans, è più probabile che gli effetti siano limitati, in quanto i rischi sono distribuiti presso attori sufficientemente attrezzati per sostenere eventuali perdite.