Febbre tra i fondi di Private Equity, si punta su rivoluzione gas di scisto

di Redazione Wall Street Italia
18 Novembre 2014 07:53

NEW YORK (WSI) – Il mondo del private equity sta scommettendo sulla rivoluzione dei mercati di petrolio e gas naturale negli Stati Uniti dove, dopo anni di flessioni, la produzione è cresciuta a tassi impressionanti dal 2010, grazie alla cosiddetta “rivoluzione di scisto”.

Basti pensare che i fondi di private equity hanno raccolto $157 miliardi dal 2009 per investire sull’energia, secondo la società Preqin. Gli stessi fondi continuano a portare avanti la loro scommessa, dal momento che un ammontare di quasi $32 miliardi è stato raccolto, quest’anno, da 33 fondi.

I fondi private equity (PE) che si focalizzano sull’energia e che sono stati lanciati tra il 2002 e il 2011 hanno garantito ritorni netti, su base annuale, pari a quasi il 14% in media, a fronte del 9,5% del resto dell’industria.

Warburg Pincus, per esempio, ha annunciato a ottobre di aver raccolto $4 miliardi per lanciare un nuovo fondo di energia; la raccolta è stata superiore a quanto inizialmente preventivato di $1 miliardo.

Energy Capital Partners ha reso noto lo scorso aprile di aver raccolto più di $5 miliardi, contro il target originale di $3,5 miliardi. E Carlyle Group sta facendo “grandi progressi” nell’avvicinarsi a raccogliere quasi $8 miliardi per la creazione di due fondi energetici, entro il 2015.

“Tre lettere; L-N-G”, così David Foley, amministratore delegato di Blackstone Energy Partners, risponde, quando gli chiedono che stanno facendo gli investitori per trasformare il futuro dell’energia. Ovvero liquefied-natural-gas, gas naturale liquido, che sembra essere la scommessa più grande dell’industria dei PE, grazie in parte ai progressi della tecnologia di estrazione che stanno semplificando, negli Stati Uniti, la produzione di gas naturale.

Nonostante i timori sulle ripercussioni del fracking – tecnica di estrazione di gas di scisto – la produzione della materia prima ha registrato un forte balzo, grazie alle grandi riserve di gas di scisto in stati come il North Dakota e il Texas.

Nel 2012, Blackstone ha investito $1,5 miliardi in Cheniere Energy Partners per costruire congiuntamente la prima fabbrica di esportazione per il gas naturale liquefatto: il progetto, ancora in corso, sarà uno dei primi collegamenti tra le enormi riserve di gas in America e l’industria globale del petrolio. (Lna)

Fonte da cui è stato estrapolato l’articolo

CNBC