Fazio: “Italia fuori da euro? Meglio se esce Germania”

20 Gennaio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Oggi uscire dall’euro è difficile per un’economia debole, perciò sarebbe meglio che ad uscirne fosse la Germania. Così Antonio Fazio l’ex governatore della banca d’Italia dal 1993 al 2005 in un’intervista al quotidiano Avvenire in cui esprime le proprie opinioni sull’economia internazionale che appare sempre più afflitta da squilibri e diseguaglianze.

Se infatti negli Usa, come dice Fazio, c’è una grande concentrazione di ricchezza, è in Europa che il fenomeno è più accentuato.

“Crescono le disparità anche perché aumentano gli squilibri economici. Prendiamo l’ultimo Economic Report of the President: fatto 100 il livello del 2008, l’economia degli Stati Uniti è cresciuta fino a 111 circa; la Gran Bretagna, che sta fuori dall’euro, è arrivata a 107; la Germania sta quasi allo stesso livello (106). L’Italia è raggruppata assieme ai cosiddetti stati Piigs (con Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna), che da 100 sono crollati a 93. Quanto all’area dell’euro, tolti la Germania e i Piigs, in 7 anni è rimasta pressoché ferma, a 102″.

L’errore secondo l’ex governatore di Bankitalia è che abbiamo dimenticato uno dei pilastri della nostra carta costituzionale: il diritto al lavoro. Una dimenticanza che aggiunta alla cattiva gestione dell’euro contribuisce a generare disoccupazione.

“Bisogna agire qui per riacquistare la flessibilità perduta in termini di cambio, bisogna recuperare investendo per guadagnare produttività. Così non si è fatto. In questi anni abbiamo perso reddito come non era avvenuto nemmeno nella crisi degli anni Trenta (…) va bene l’inflazione da portare al 2%, va bene il controllo dei conti pubblici, ma in questa fase storica il vero obiettivo dev’essere il contrasto alla disoccupazione”.

“La Germania deve uscire dall’euro”

Alla domanda se allora l’euro è stato costruito male, l’ex numero uno di via Nazionale non ha dubbi: “doveva garantire anche la libera circolazione del lavoro che invece è rimasta lettera morta“.

“Un lavoratore non può spostarsi, oltre alla lingua ci sono sistemi pensionistici diversi. In generale tutto il capitolo delle legislazioni da uniformare, anche fiscali, non è stato attuato”.

E in merito alla crisi molto forte che sta vivendo il nostro Paese  per Antonio Fazio le cause sono da ricercarsi all’interno, puntando il dito anche contro l’austerità attraverso cui, come ha già accennato più volte, il debito pubblico è fortemente aumentato negli ultimi anni. La ricetta per uscire dalla crisi non è che l’Italia esca dall’euro, quanto piuttosto la Germania.

“Oggi uscire dall’euro è difficile per un’economia debole, la svalutazione si accanirebbe. Ho letto che un consigliere della cancelliera Merkel (Roland Berger, ndr) ha detto che sarebbe meglio se fosse la Germania a uscire dall’euro. Credo che potrebbe essere una via d’uscita: si rivaluterebbe il marco e non si avrebbe più quell’avanzo tedesco della bilancia delle partite correnti che è insostenibile per il resto dell’Europa. E che, non reinvestito in termini reali, causa deflazione”.

Infine sul capitolo banche, l’artefice di uno dei più grandi piani di ristrutturazione del sistema bancario italiano, rimanda a tempo debito ogni valutazione.

“Dico solo che sono un altro aspetto della crisi: le imprese vanno in difficoltà o addirittura falliscono, è naturale che aumentino le sofferenze e gli istituti ne risentano. La Vigilanza? Deve essere in primo luogo preventiva. Il fatto di dare così tanta evidenza a tutti i rapporti e stress-test sulle banche non mi pare una politica accorta”.