Family Act e Congedo Parentale: cosa cambia

19 Giugno 2020, di Alessandra Caparello

Una serie di misure pensate per le famiglie sono quelle contenute nel Disegno di legge ribattezzato Family Act, il Ddl “Misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia”, approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo.

Le novità sui congedi parentali

Soffermandoci sul congedo parentale – il diritto spettante sia alla madre e sia al padre di astensione dal lavoro da ripartire tra i due genitori e da fruire nei primi dodici anni di vita del bambino –  il Ddl “Misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia” all’articolo 4, comma 2, prevede una serie di novità. In primis viene stabilito un periodo minimo non inferiore ai due mesi di congedo parentale  per ciascun figlio non cedibile all’altro genitore.

In secondo luogo vengono introdotti nuovi permessi retribuiti che si concretizzano in cinque ore di permesso retribuito in più per recarsi al colloquio con i professori e partecipare in maniera attiva al percorso di crescita delle proprie figlie e figli sempre con preavviso al datore di lavoro. Infine il Family Act introduce una maggiore flessibilità nella gestione dei congedi parentali compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro e con le forme stabilite dal contratto collettivo nazionale del lavoro del settore specifico sottoscritto dalle organizzazioni sindacali più rappresentative.

Congedo di paternità sale a 10 giorni

Inoltre il provvedimento prevede, in tema di paternità obbligatoria, che il congedo per lavoratori padri passi dai 7 attuali previsti per quest’anno a dieci giorni, da utilizzare nei primi cinque mesi di vita del figlio. In tal caso il diritto al congedo deve essere concesso a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore e non deve essere subordinato a una determinata anzianità lavorativa e di servizio.