F 35, alert Corte dei Conti: costi raddoppiati e risultati non raggiunti

7 Agosto 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Ennesimo pasticciaccio all’italiana. A rivelarlo la Corte dei Conti che ha esaminato il dossier F35, i super caccia, velivoli di ultima generazione con capacità multi ruolo che, secondo i piani del governo, avrebbe dovuto portare ritorni economici ed occupazionali al nostro paese non indifferenti.

Ebbene le cose non sono andate come si sperava. E il programma F35, denuncia la magistratura contabile, è in ritardo di almeno 5 anni.

Il programma F-35 è oggi in ritardo di almeno 5 anni per le molteplici problematiche tecniche che hanno fatto anche si che i costi del super-caccia siano praticamente raddoppiati, anche le prospettive occupazionali per l’Italia non si sono ancora concretizzate nella misura sperata.

Obiettivi strategici e economici sono quelli che l’Italia vuole perseguire con il programma F35 i cui ritorni però sono stati ridimensionati.

La costruzione di un sistema d’arma aeronautico di ultima generazione è certamente una sfida impegnativa in termini di costi e di tempo.  Il velivolo si vuole dotato delle più avanzate tecnologie, tanto estreme quanto immature (…) ma l’incremento del numero dei velivoli che saranno commissionati dai Partner nei prossimi cinque anni lascia infatti intravedere come ormai prossima la possibilità di una rapida crescita dei ritorni industriali relativi alla produzione del velivolo, del motore e dei sistemi, nonché allo sviluppo delle conseguenti necessità manutentive.

I risparmi teoricamente ottenuti dalla diminuzione della flotta (5,4 miliardi) si sono riversati, spiega la Corte dei Conti, in concrete perdite contrattuali di circa 3,1 miliardi. Infine da considerare anche l’impatto del Programma sul sistema Paese, intendendo per esso le imprese ed i lavoratori in esso coinvolti.

Il volume economico stimato per i prossimi vent’anni, pur nella sua visione più ottimistica, assume dimensioni ragguardevoli (circa 14 miliardi di dollari) e non va sottovalutato l’effetto moltiplicatore sull’indotto.

Alla luce di tali considerazioni, pensare di uscire dal programma sembra scontato. Ma per la Corte ciò non è fattibile.

L’esposizione fin qui realizzata in termini di risorse finanziarie, strumentali ed umane è fondamentalmente legata alla continuazione del progetto ed uscirne ora produrrebbe importanti perdite economiche.