Evasione fiscale internazionale: nuovo scandalo alle Bermuda

25 Ottobre 2017, di Alessandra Caparello

Dopo i Panama Papers e i Malta files un altro scandalo di evasione fiscale internazionale fa tremare vip e super-ricchi di mezzo mondo che hanno portato i loro soldi nelle isole Bermuda. La Appleby, uno dei più grossi studi legali operanti nel ramo dei paradisi fiscali con sede nelle isole Bermuda, avrebbe subito un attacco hacker e i dati su migliaia di società offshore e presunti evasori fiscali internazionali prelevati pronti a finire sui giornali di tutto il mondo.

A darne notizia oggi il quotidiano inglese The Daily Telegraph, che titola “I super ricchi temono che i loro dati finanziari vengano svelati in seguito a un attacco hacker in Bermuda”. Le Bermuda, che sono un territorio oltremanica facente parte del Regno Unito, sono considerate da Oxfam come “il peggiore paradiso fiscale internazionale per le società private”. Con le loro pratiche i paradisi fiscali sono accusati di distorcere l’economia e privare i governi di grandi risorse. Le classi sociali che maggiormente ne pagano le conseguenze sono quelle più povere, mentre i paesi che più subiscono i costi sono quelli in via di Sviluppo, per cui la pressione di concorrere offrendo incentivi fiscali vantaggiosi alle multinazionali ha un costo stimato di $138 miliardi l’anno.

Nello stilare la sua ultima classifica Oxfam, una confederazione di 20 Ong il cui scopo è mettere fine a ingiustizie e povertà, ha tenuto conto degli incentivi fiscali ingiusti e non produttivi, così come del livello della corporate tax più basso e quindi anti concorrenziale, e della cooperazione offerta nella lotta all’elusione ed evasione fiscale. Ma le Bermuda non sono un atollo fiscale solo per le aziende europee: i gruppi Usa hanno registrato 80 miliardi di dollari di profitti nell’isola, più di quelli riportati in Giappone, Cina, Germania e Francia messi insieme.

Chi è Appleby? Al pari dello studio Mossack Fonseca  dello scandalo dei Panama Papers – che tra l’altro è nuovamente balzato agli onori della cronaca dopo l’uccisione di una giornalista e blogger maltese che indagava sull’archivio di Panama, Daphne Caruana Galizia –  lo studio Appleby è stato classificato come uno dei più grandi fornitori di servizi legali offshore al mondo per numero di avvocati e vanta circa 800 collaboratori, tra cui esperti legali e specialisti professionali e uffici sparsi tra delle Bermuda, Isole Vergini Britanniche, Isole Cayman, Guernsey, Isola di Man, Jersey, Mauritius e Seychelles, oltre a una presenza in quattro centri finanziari internazionali: Londra, Hong Kong, Shanghai e Zurigo.

Tra i suoi clienti istituzioni finanziarie e società dell’Ftse 100 e della classifica Fortune 500.  Lo studio legale ha avvisato i suoi clienti con un comunicato in cui difende il suo operato legale.

“Siamo uno studio legale offshore che consiglia ai clienti di legittimi e legittimi modi per condurre il loro business. Non tollereremo il comportamento illegale. Siamo impegnati a proteggere i dati dei nostri clienti e abbiamo esaminato i nostri sistemi di accesso alla sicurezza e alla sicurezza dei dati a seguito di un incidente di sicurezza dell’ultimo anno che ha coinvolto alcuni dei nostri dati compromessi”.