Eurozona: terziario tenuto in piedi dalla periferia

6 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

BRUXELLES (WSI) – Se continua la fase di espansione del settore terziario in Eurozona, per una volta Germania e Francia devono dire grazie ai paesi meno virtuosi come Spagna e Italia.

Le società dell’area euro hanno nel complesso avuto una crescita decente in aprile, con la ripresa che stenta tuttavia a prendere slancio in una regione che esce da una pesantissima fase di recessione.

In particolare si segnalano il bel balzo della Spagna e la ripresa in Italia, che hanno compensato la debolezza della Francia.

Nella regione l’indice composito pubblicato da Markit ha raggiunto i 53,9 punti il mese scorso, poco variato dai 54 di marzo.

Il sondaggio aziendale mostra che l’economia dovrebbe crescere di circa lo 0,4% nel secondo trimestre, un livello simile a quello registrato nei primi tre mesi dell’anno dall’Eurozona.

Chris Williamson, chief economist di Markit, ha osservato che è una delusione il fatto che “il tasso di crescita non abbia preso slancio”. Tuttavia “le variazioni sono incoraggianti per le autorità, indicano che lo stato di salute migliora”.

L’indice Pmi italiano dei servizi è aumentato a 53,1 punti in aprile, facendo meglio delle attese e issandosi ai massimi di dieci mesi.

Frenata della Germania, che ha registrato un Pmi pari a 54 punti, in calo da quota 55,4 di marzo. Il punteggio è anche inferiore alla stima flash di 54,4 pubblicata due settiman fa. Significa che la crescita ha subito un rallentmaento a fine aprile.

Anche il settore terziario francese ha subìto una battuta d’arresto il mese scorso, attestandosi a 51,4 punti dai 52,4 di marzo. Con anche l’attività manifatturiera che è in un periodo di indebolimento, il Pmi composito è sceso a 50,6, un livello non poi così lontano da una fase di contrazione.

(DaC)