Eurozona: manifattura a un passo dalla stagnazione

23 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In gennaio il settore manifatturiero non si è allontanato dai livelli di stagnazione.

Lo dice la lettura preliminare degli indici che misurano il sentiment e l’attività del settore.

L’indice “flash” di direttori d’acuisto in area euro di Markit è salito a 51 dai 50,8 di dicembre. In linea con le attese degli economisti interpellati da Reuters.

Un livello sopra i 50 punti rappresenta un’espansione dell’attività, viceversa un valore inferiore indica una fase di contrazione.

I 51 punti rappresentano i massimi di sei mesi. Le condizioni nelle fabbriche sono migliorata grazie al calo dei prezzi del petrolio, con gli economisti che prevedono che il trend energetico favorirà la crescita in Eurozona.

I costi alla produzione delle aziende sono calati per la prima volta da maggio 2013. È stato il ribasso mensile più ampio da settembre 2009.

Tra i singoli paesi, il PMI in Germania è stato pari a 51, meno dei 51,2 del mese precedente e meno delle previsioni degi economisti, che erano per un risultato pari a 51,7.

Ha pesato il calo della domanda per le esportazioni, in particolare da Asia e Russia, che stanno attraversando un momento economico no, mentre gli ordini alle fabbriche hanno toccato il livello più alto da agosto.

L’indice PMi francese è rimasto in fase di contrazione, con una lettura che è stata pari a 49.5, un dato tuttavia migliore di dicembre, quando il dato era stato di 47,9.

(DaC)