Eurozona: crescita sempre più striminzita

22 Aprile 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Dopo la performance fiacca della prima parte dell’anno, l’espansione delle attività dei settori manifatturiero e terziario è modesta anche a inizio secondo trimestre in Eurozona.

Gli ultimi numeri del PMI dicono che il tasso di crescita economica all’inizio del secondo trimestre è marginalmente più debole della media registrata nel primo trimestre, e leggermente più lento della media dello scorso anno. E non è che nei primi tre mesi dell’anno il Pil abbia fatto sfaville.

Dai dati preliminari (quelli della stima flash) raccolti da circa l’85-90% delle consuete risposte medie mensili, il PMI Markit ha evidenziato una flessione rispetto a 53,1 di marzo, attestandosi a quota 53 nel mese di aprile.

Sia il settore manifatturiero che quello terziario hanno ancora una volta registrato una crescita appena modesta e in entrambi i casi il ritmo dell’espansione dell’attività è risultato inferiore alla media del primo trimestre del 2016.

L’indice Pmi dei servizi si è attestato a 53,2 punti in Eurozona, in lieve rialzo dal punteggio di 53,1 visto nel mese precedente. Deluse le attese che erano per un risultato di 53,3 punti.

Sotto il consensus anche l’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona, che misura il sentiment dei direttori degli acquisti. Il dato è leggermente calato in aprile a 51,5 punti dai 51,6 di marzo. In questo caso le previsioni erano per un valore più positivo (51,9 punti).

In Francia e Germania hanno deluso in particolare i dati sul terziario. Oliver Kolodseike, economista di Markit e autore del report sull’indice tedesco ha definito la crescita nel settore privato della locomotiva d’Europa “per nulla spettacolare” e “mediocre”.