Europa flop, Bce: altro uppercut di Weidmann, Draghi barcolla

29 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Luca Ciarrocca e’ il direttore e fondatore di Wall Street Italia

Alla Bce parlano, e litigano. Se nel board della Federal Reserve americana ci fossero differenze di opinioni cosi’ pesanti come quelle che si riscontrano tra il presidente della Bundesbank (azionista di riferimento della Bce) Jens Weidmann e il presidente della Banca centrale europea, l’italiano Mario Draghi, il dollaro sarebbe oggi “in the toilet”, come dicono i trader a Wall Street. La mancanza di idee chiare e’ benzina sul fuoco, per la speculazione.

Invece in Europa, e per la sua moneta circolante ma in via di default che rappresenta un’Unione in crisi drammatica, non accade per ora quasi nulla. Lo spettacolo dei vertici europei e’ di fatto patetico: riunioni dopo riunioni, sempre a due, Merkel/Hollande, poi Merkel/Monti, etc etc mai a 17 o 27, chiacchiere, proclami, dichiarazioni, da decenni la solita solfa sugli Stati Uniti d’Europa e il sogno europeo, e poi eurobond, debiti, patto fiscale, ESM, e ancora bond. Ma chi credono di continuare ad imbrogliare, mentre il cosidetto Vecchio Continente (nome appropriatissimo) annaspa in recessione e la gente e’ gelata dalla mancanza di prospettive?

In un’Europa devastata dall’esplosione dei debiti sovrani dei paesi PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) e dalla totale assenza di crescita e lavoro, in questo scenario vi sembra che la commedia assurda delle dichiarazioni e degli incontri bilaterali sia ulteriormente tollerabile? No, non lo e’. Ma la cosa piu’ incredibile e intollerabile e’ che non c’e’ mai nessun dibattito politico, non se ne parla, il Parlamento – in Italia – e’ morto e seppellito, esautorato, 10 uomini (e una donna: Angela Merkel) decidono i destini politici e sociali di mezzo miliardo di cittadini europei che, a questo punto, comincio a pensare siano solo “sudditi imbecilli” che si meritano cio’ che hanno. Del resto, se ci fosse un altro modo, non ce lo lascerebbero fare, vero?

In questo orizzonte lo show mediatico, il wrestling feroce tra rigoristi (Jens Weidmann) e soft (Mario Draghi) all’interno della Banca centrale europea, va avanti con un crescendo sospetto. La posta in gioco: l’euro, una moneta in circolazione in molti paesi ma in via di default, perche’ espressione di un’Unione Europea dove la seria Germania e’ ovvio non si accollera’ mai i debiti dei paesi PIIGS irresponsabili.

Per quanto riguarda il nostro paese, il premier italiano, ex tecnico ormai politico, Mario Monti non puo’ correggere in pochi mesi 20 anni di malgoverno in Italia e soprattutto le piu’ recenti (diciamo dal 2008) devastazioni perpetrate dai governi corrotti e impresentabili ai partner e alleati (europei e occidentali) come quelli che facevano capo al trio maledetto Bossi/Berlusconi/Tremonti.

Il fatto che Berlusconi stia pensando a ripresentarsi solo perche’: a) e’ depresso avendo perso il potere; b) ha paura di nuovi guai giudiziari; cio’ e’ simbolo e quintessenza della nostra arretratezza, come paese, in termini di dignita’ civile collettiva e politica, e di come non risolveremo mai i nostri problemi di nazione, visto che continuiamo a tollerare una razza indegna di politici, mafie e caste (ci mettiamo anche la finta opposizione consociativa e spartitoria del Pd, tanto per zittire quei lettori faziosi che parlano ancora di “comunisti” e altre baggianate destra/sinistra facenti solo il gioco dei “poteri forti”).

Ma torniamo all’Europa e al tema del titolo di questo pezzo (scritto come ovvio a caldo in pochi minuti) “Bce: altro uppercut di Weidmann, Draghi barcolla”. Allora: il soft/italiano Mario Draghi ha pubblicato oggi (grazie ai ghost-writers di Banca d’Italia) sul quotidiano tedesco (di sinistra) Die Zeit, un editoriale con tutte le sue considerazioni da presidente Bce, in stile bluff, a cui ci ha abituato nelle ultime settimane. Appena circolate sul web traduzioni e interpretazioni dell’Opinione di Draghi, ecco che il boss della Buba, Jens Weidmann, fornisce subito un’intervista allo stesso Zeit online, ribadendo la linea intransigente anti-Draghi e sostanzialmente anti-Italia della Germania.

Inutile fare l’esegesi dell’intero testo dell’intervista di Weidmann, anche perche’ la noia attanaglia ormai tutti, riguardo a queste vicende da elite tecnocratiche. Pero’ mettiamo in evidenza un passaggio fondamentale, quello sulle differenze tra Fed e Bce, e sul perche’ la prima e’ autorizzata a monetizzare i bond e a immettere tutta la liquidita’ che vuole nel sistema, mentre la seconda non puo’.

Dice Weidmann (avvertenza: al posto di paese/i leggere [Italia]): “La Fed non sta operando il salvataggio di un paese strozzato dalla mancanza di liquidita’. Poi, la Fed non sta distribuendo rischi sui contribuenti di una singola nazione. Sta acquistando bond emessi da un governo centrale che ha un rating creditizio eccellente. Non tocca i bond della California o i bond di altri stati americani”.

“Cio’ e’ completamente differente da quel che abbiamo in Europa” continua il presidente della Bundesbank. Ed ecco l’uppercut, proprio al mento di Draghi, non per metterlo al tappeto, ma per stordirlo un po’: “Quando le banche centrali dell’eurozona acquistano i bond sovrani di singole nazioni, questi bond finiscono nel bilancio dell’eurosistema. Ma alla fine, i contribuenti di tutti gli altri paesi devono assumersene la responsabilita’. Nelle democrazie – conclude Weidmann – sono i parlamenti che dovrebbero decidere su una tale, assoluta e profonda collettivizzazione dei rischi, e non la banca centrale”.

Capito, mr. Mario Draghi?

Ah certo, sul finale non si puo’ non notare come il duro e rigorista Weidmann ci parli, lui, un banchiere tedesco, di democrazia e parlamenti. Robe da matti! Ma ci rendiamo conto del livello a cui siamo arrivati, in quest’Europa fasulla sulla via del collasso apocalittico e della recessione sociale? E qui in Italia, i politici di una maggioranza parlamentare facente capo alla falsa triade ABC (Alfano, Bersani, Casini) posta ormai a sudicio zerbino di lobby e tecnocrati non-eletti e non votati da nessuno, evitano di dibattere alcunche’ e invece tramano, trescano e pensano esclusivamente a quali trucchi usare per entrare alla Camera e al Senato alle prossime elezioni, passano carte, eseguono gli ordini, battono i tacchi, certificano dispacci da Bruxelles e assistono impotenti al balletto insulso degli incontri bilaterali in sede Ue, sponsorizzati dalle banche. Infine, c’e’ un ex premier ricco ma sputtanato che vuole riscendere in campo (sembra la scena della vasca da bagno di Fatal Attraction) solo per pararsi il *BLIP*. Povera Italia, povera Europa. Siamo finiti.

Nessuno scende in strada a sparare o prendere ostaggi perche’ c’e’ ancora troppo benessere, troppi soldi rubati per anni, troppo grasso accumulato dai ricchi e corrotti, troppe cricche che proteggono i loro interessi indicibili, in questo paese. Ma se noi di WSI, che siamo civili e moderati, approdiamo ormai a posizioni cosi’ “radicali”, che cosa succedera’ nella nazione, sul territorio, tra la gente normale che soffre davvero, quest’autunno e nel 2013?