“Europa, bene non menzionare radici cristiane”

20 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Un mea culpa sull’Europa, che “negli ultimi anni ha perso molta della sua credibilità e capacità di risolvere i problemi più urgenti, in particolare la crisi, in modo efficace”.

E’ quanto ha detto Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, nel corso di una intervista rilasciata al sito di informazione Sussidiario.net.

Schulz attribuisce la responsabilità agli “egoismi nazionali, che hanno generato veti incrociati e impedito soluzioni comuni”. E anche al fatto che il Consiglio europeo non sia riuscito a prendere decisioni coraggiose.

Forte critica anche contro “l’austerità a senso unico”. Quella, ha spiegato, “secondo cui se un paese ha dei problemi è colpa sua e l’unica soluzione è castigarlo, e che solo con il rigore nei conti pubblici si potrà riacquistare la fiducia dei mercati e degli investitori”. Ma “la filosofia secondo cui bisogna tagliare e automaticamente ritornerà la fiducia e l’economia si rimetterà in modo è sbagliata”.

Tutti questi errori hanno portato a una situazione paradossale. “Abbiamo fatto l’euro ma non il governo dell’euro. Abbiamo una moneta forte, che ancora, malgrado la crisi, vale più del dollaro, però i mercati non hanno fiducia in noi, perchè ogni volta che si prende una decisione, si levano almeno 17 voci dissonanti”. Di conseguenza, come soluzione, “dobbiamo assolutamente creare un’Unione economica e monetaria al più presto, con una governance più solida e meno dipendente, ancora una volta, dai meccanismi intergovernativi”.

Alla domanda se sia stata una decisione giusta quella di non inserire nel Trattato costituzionale europeo una frase ad hoc sulle radici cristiane dell’Europa, Schulz ha detto favorevole alla decisione.

“Le radici culturali e religiose della nostra Europa sono importantissime, e ovviamente il ruolo di quelle giudaico-cristiane è incontestabile, è immenso. Ritengo, però, che una menzione giuridica nel Trattato avrebbe avuto un carattere di esclusività, che avrebbe chiuso porte, più che aprirne. La nostra Europa, se vuole affrontare le sfide di domani, dev’essere tollerante, inclusiva e guardare al futuro”.

“L’Italia è un pilastro dell’Europa. Ci serve una Italia stabile perché senza la stabilità dell’Italia l’Europa non è stabile”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, nel suo intervento a un convegno al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini.

“I tedeschi hanno guardato attentamente le elezioni italiane – ha spiegato Schulz, – perché l’Italia è un membro del G8, è una delle 8 superpotenze mondiali, quindi è chiaro che la stabilità dell’Italia finisce per essere la stabilità dell’Europa”.

Il presidente del Parlamento Ue fa quindi un invito: “La mia preghiera è: abbiamo bisogno dell’Italia. L’Italia è un paese meraviglioso, non lo dico come lusinga. È un pilastro dell’Europa e quindi ci serve un’Italia stabile perché senza un’Italia stabile non c’è un’Europa stabile”. Nel suo intervento Schulz ha anche elogiato la costituzione italiana che mette al primo posto la questione del lavoro.