Eurogruppo: per colpa di una parola salta intesa Grecia

12 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nessun accordo tra la Grecia e gli altri paesi membri dell’Eurozona è stato trovato nella riunione straordinaria dell’Eurogruppo che si è svolta ieri. A questo punto, tutto è rimandato a lunedì, in occasione di un nuovo meeting.

A dimostrazione delle difficoltà delle trattative, colpevole è una sola parola di troppo, o forse due, che pare abbiano fatto infuriare il ministro greco Varoufakis e il suo omologo tedesco Schauble. Per i greci il verbo incriminato, dall’enorme significato, era “estendere” e si riferiva chiaramente al piano di aiuti. Doveva essere inserito nel comunicato, ma poi non se n’è fatto niente. Secondo altre indiscrezioni, per i tedeschi la parola “emendare” non poteva essere inclusa.

Quale sia la versione corretta non importa: rimane il fatto che i ministri dell’area euro non riescono nemmeno a scrivere un comunicato congiunto. In un primo momento, a tarda serata pareva che un primo accordo fosse stato stretto e che l’Eurogruppo avrebbe emesso un comunicato congiunto in cui si parlava – per accontentare tutte le parti chiamate in causa – di un programma da “estendere, emendare e concludere”. Ma è poi emerso che solo il verbo “concludere” andava bene a tutti.

Varoufakis o forse Schauble o forse entrambi hanno fatto saltare tutto. Il riferimento all’estensione del piano non avrebbe rappresentato una discontinuità con il precedente programma della troika da cui il governo greco vuole prendere le distanze a tutti i costi, come promesso in campagna elettorale. Mentre la parola “emendare” avrebbe voluto dire che il piano andava corretto e la Germania non è ancora pronta a fare concessioni su questo punto.

È un gioco di forza notevole quello in atto tra i due principali antagonisti nei negoziati, che non passerà inosservato sui mercati. Oggi dopo un avvio difficile i bond sono volatili, con il decennale ellenico che rende più del 10% e il tre anni più del 21%.

Alle 00.37 il ministro greco e docente dell’Università del Texas ha fatto mandare un altro comunicato, firmato dal suo ministero, in cui si legge che “abbiamo avuto una discussione molto costruttiva e dettagliata su tutte le sfaccettature della crisi greca e il modo in cui l’Eurogruppo può avviare una transizione verso una nuova fase”.

“Abbiamo sentito molte, diverse opinioni interessanti e abbiamo avuto l’opportunità di presentare a tavolino le nostre idee. Ora l’Eurogruppo si riunirà tra pochi giorni, il prossimo lunedì, nella speranza che si raggiungano conclusioni che siano ottimali sia per la Grecia che per i nostri ottimi partner”.
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Varoufakis, con un tweet ha anche risposto per le rime al giornalista Peter Spiegel, che ha parlato di un comunicato dell’Eurogruppo sulla Grecia su cui il ministro delle finanze avrebbe dato il suo assenso, poi rifiutato da Atene. Così Varoufakis ha risposto: @SpiegelPeter: “Potrei suggerirle di astenersi da dubbie affermazioni basate su fughe di notizie ancora più dubbie? E’ piuttosto sconveniente”.

Secondo fonti del governo greco, Atene non è intenzionata ad accettare l’ipotesi di un’estensione del programma di salvataggio. “Abbiamo spiegato che questo piano non funziona. Vogliamo un nuovo accordo con l’Europa”, ha dichiarato Varoufakis.

I mercati non hanno apprezzato. Gli investitori sono rimasti delusi, anche se ci sono ancora speranze perché un accordo venga raggiunto all’Eurogruppo di lunedì prossimi, e il rendimento dei bond principali greci sale. Il due anni ved il tasso salire altri 15 punti base al 21,4%, il titolo a 5 anni rende il 16,7% e il decennale il 10,4%.

(Lna-DaC)