Euro: verso quota $1,35?

15 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

LEGNANO (WSI) – Dopo un inizio settimana piuttosto calma del mercato che ha visto per lo più un consolidamento dei prezzi, a partire da oggi potremmo tornare ad assistere a movimenti che possiamo, quantomeno in ottica di trading, ritenere interessanti.

A suffragio di ciò basti pensare al ritorno sulla scena (non che fossero spariti ma semplicemente da qualche tempo non si parlava di loro) di due personalità chiave per la comprensione dei futuri e più prossimi sviluppi dei prezzi e cioè Bernanke e Obama.

Il Chairman della Fed ha infatti tenuto ieri una conferenza nel Michigan nel quale ha dichiarato di non sentirsi soddisfatto dei progressi finora compiuti dell’economia, a dispetto dei recenti segnali di miglioramento e ha espresso tutta la sua intenzione nel proseguimento dei piani non convenzionali di stimolo implementati dall’Istituto Centrale da egli guidato. Di fatto il banchiere centrale ha (per ora) smentito dei rumours che circolavano circa la possibilità che il programma di acquisto di titoli (MBS e Treasuries) per 85 miliardi di dollari al mese potesse essere drasticamente ridotto o addirittura terminato; appariva abbastanza intuitivo che non sarebbe potuto essere questo il quadro futuro laddove, come egli stesso ha ricordato, il mercato del lavoro perdura in tutta la sua debolezza strutturale e continua ad essere afflitto da un preoccupante calo del tasso di partecipazione, ovvero sia di persone che cercano un’occupazione.

Sull’altro versante, il Presidente degli Stati Uniti è intervenuto a sopresa in conferenza stampa sul tema del tetto al debito pubblico, quello veramente scottante rispetto alla questione fiscal cliff solo rimandato con l’accordo in extremis di Capodanno.

Il Presidente è mostrato netto e risoluto verso i Repubblicani in merito a quello che dovrà, dal suo punto di vista, trattarsi di un necessario innalzamento del tetto che, riprendendo le sue parole, non potrà essere usato come arma di ricatto per tagliare la spesa. Il rischio risiede nel fatto che in assenza di un’autorizzazione a sottoscrivere una ennesima richiesta di fabbisogno, il tesoro Usa potrebbe dichiararsi insolvente e non esser capace di far fronte ai suoi impegni di rimborso dei creditori, mettendo così a rischio le spese dello stato come le pensioni e gli stipendi.

Per dirla in breve, il fallimento degli Stati Uniti d’America. Il Capo della Casa Bianca ha posto il focus sulla differenza tra la tematica dell’innalzamento del tetto del debito, appunto fondamentale per le spese correnti, e i tagli alla spesa che pure dovranno esserci ma non all’interno del medesimo contesto.

Dalle parole del Presidente e del Capo della Fed si evince una volta di più una situazione nella quale lo strumento del debito è diventato il fondamento dell’economia che ormai ne appare dipendente in maniera vitale e di come si perduri nella cura della malattia semplicente iniettando continuamente dosi di questa droga lenitiva.

Si può ritenere ragionevolmente che i mercati potranno restare sostenuti proprio coltivando l’aspettativa di poter contare su un mare di liquidità che può sostenere le quotazioni, pur in assenza di una congiuntura che minimanente giustifichi questi livelli. Oggi intanto vi sarà la release delle Vendite al Dettaglio Usa che potrà fornire buoni spunti di volatilità in grado di far spostare i prezzi dalle fasi di distribuzione e accumulazione mostrate ieri.

EurUsd

Rispetto all’analisi che abbiamo posto in essere ieri, non sono modificati i punti chiave. Abbiamo infatti assistito ieri ad un’accumulazione ben descritta dalla resistenza a 1,34 e dal supporto posto in area 1,3350. Questa perciò è l’area di riferimento chiave per capire come il propellente decisivo, la volatilità, possa portare il prezzo al di fuori di questi livelli. Da un lato potrebbe perciò ripartire l’acquisto di euro in grado di generare un breakout rialzista verso la soglia di 1,35, ritracciamento di Fibonacci al 50% della grande discesa da 1,50 a 1,20 e primo tra i punti target nell’ambito del testa e spalle rialzista che ormai da tempo seguiamo.

Il primo e importantissimo livello di supporto è invece rappresentato dall’1,33, verosimilmente raggiungibile se l’area sopra citata dovesse essere infranta al ribasso. La media a 21 periodi sul grafico orario potrebbe aiutare in questa interpretazione laddove si mostrasse come chiara resistenza dinamica precisa sui retest.

UsdJpy

La corsa del cambio è giunta su un altro livello importante. Assistiamo infatti ad un consistente ritracciamento dopo quello che abbiamo visto circa una settimana fa, in grado di attraversare l’ottima media a 21 periodi di un time frame affidabile come il 4 ore. Il livello di 88,40 appare il target ultimo per questo percorso discesista legata alal divergenza ribassista sul medesimo time frame, laddove resta fortissima la spinta rialzista sottostante (peraltro ancora supportata dai polcy maker giapponesi). Rimane invece 89,20 il primo punto a cui guardare per un’inversione bullish che potrebbe vedere il fallimento del pullback sulla media a 21 periodi del grafico orario e potrebbe farci rivedere i più importanti livelli di resistenza a a 89,40 e 89,60.

EurJpy

Grande battuta d’arresto anche per l’Eurjpy, che si trova in questi minuti perfettamente appoggiato sulla media a 21 periodi del grafico a 4 ore che insieme al livello statico di supporto a 118 potrebbe fungere da respingimento del prezzo. Sul grafico orario si assiste all precisa conformazione di 123 di Ross che a superamenti della media a 21 periodi conduce al livello naturale di target sulla media a 100 periodi proprio nella zona sotto 118, con estensione a 117,70. Da lì potremmo ritornare a 119,20 e al pivot point in area 119,55.

GbpUsd

Grande battuta d’arresto del cable, ieri piuttosto decorrelato all’Eurodollaro. Ha funzionato ancora in maniera egregia la trendline ascesista tracciata a partire dai minimi di inizio giugno, ora passante per 1,6040. Da lì il prezzo ha rimbalzato per avvicinamenti all’area di resitenza di confluenza delle medie mobili sul time frame a 4 ore a livello di 1,61. Si potrebbe ben lavorare alla rottura della fase di congestione notturna per operazioni short di breve fino a 1,6030 su cui girarsi invece se la direzione fosse al rialzo per comprare sopra 1,61 con primo target compreso tra 1,6130 e 1,6145.

AudUsd

La compressione di volatilità sopra descritta è ben riflessa dalla price action di questo cambio, racchiuso ora all’interno di un triangolo che trova nel pivot il suo preciso valore mediano. Buona perciò l’operatività sulla violazione della figura, con ordini in short sotto 1,0540 e long sopra 1,0560. Target a 1,0520/00 nel primo caso e 1,0586/06 nel secondo.

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