Euro, principale minaccia è Bce, non Portogallo

4 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’instabilità politica in Portogallo, che mette in pericolo il piano di salvataggio del paese indebitato, ha riportato l’Eurozona al centro delle preoccupazioni degli investitori di tutto il mondo.

Da quando la crisi del debito è scoppiata nel 2009, la nazione è rimasta per la maggior parte del tempo nelle retrovie delle preoccupazioni dei mercati. Gli ultimi eventi nel paese ‘dimenticato’ della cerchia dei Piigs hanno portato però a una «escalation delle preoccupazioni» degli analisti di JP Morgan.

Dopo la Grecia, cui sono stati dati tre giorni di tempo per ripianare il debito e rispettare le richieste avanzate da Ue e Fmi sul taglio alla spesa pubblica, è il Portogallo a minacciare di scuotere le fondamenta d’argilla del blocco a 17.

L’incertezza metterà quasi certamente sotto pressione la moneta unica in questi giorni, ma gli analisti sottolineano che è la riunione della Banca centrale europea, piuttosto che gli ultimi sviluppi politici a Lisbona, a rappresentare il rischio maggiore per la stabilità dell’euro.

Le attese sono per un comunicato dai toni morbidi, con Mario Draghi che centellinerà attentamente le parole per poter far passare un messaggio da colomba. Le politiche di allentamento monetario rimarranno sul tavolo e ciò tenderà a tenere bassi i prezzi della moneta unica.

“L’annuncio della Bce di oggi costituisce una minaccia molto più alta per l’euro”, si legge in una nota di BNP Paribas. “Nel comunicato verrà data un’enfasi maggiore alle linee guida future, ponendo al contempo l’accento sul contrasto tra il QE della Fed e le misure accomodanti della Bce”.

Il messaggio dovrebbe far venire a mancare un sostegno importante alla solidità dell’euro, sempre secondo gli analisti della banca francese che mantengono un prezzo obiettivo di $1,2640 sulla divisa, suggerendo di speculare al ribasso.

Il target price equivale a un calo del 3% dagli attuali livelli di $1,30.

Anche Michael Woolfolk, Managing Director & Senior Currency Strategist di Bank of New York Mellon, si aspetta che l’euro scambi in ribasso prima e durante l’intervento di Draghi a Francoforte.

Da Draghi insomma non c’è da aspettarsi nuove mosse azzardate. “Gli ultimi segnali di stabilizzazione economia dovrebbe aver confortato la Bce”, ha spiegato l’economista di ING DiBa, Carsten Brzeski. Anche Marie Diron di Ernst & Young prevede un mantenimento dello status quo.

“Nei tassi non vedremo alcun cambiamento di rotta. Tuttavia, speriamo che la Bce terrà presente la volatilità dei mercati finanziari vista negli ultimi tempi e in particolare la crescita dei rendimenti dei bond governativi nei paesi della periferia dell’area euro.