Euro, la corsa continua. Nel breve, obiettivo a $1,38

4 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

LEGNANO (WSI) – Possiamo considerare l’inizio di febbraio come una delle giornate più volatili dell’ultimo periodo, con i mercati che hanno deciso di fare un giro sulle montagne russe, dopo la pubblicazione del dato sui Non Farm Payrolls.

Un dato che, all’inizio, non ha mosso il mercato, che è rimasto in bilico prima di veder partire i flussi che sono stati in grado di muoverlo, e parecchio. Sembrava quasi di essere sui carrellini della giostra intanto che si raggiunge il punto da cui parte la forte discesa che aggiunge forza g al trenino che poi deve affrontare il percorso ed i giri della morte.

E così è stato. La moneta unica europea ha raggiunto in poco tempo il livello di supporto statico posto a 1.3585, per poi risalire fino a 1.3700, di cui si è provata la rottura, fino a scendere nuovamente ed a consolidare sopra 1.3600. Prova di forza o di debolezza dell’euro? E, domanda ancor più importante, come mai la nostra attenzione è rivolta alla forza o meno della moneta unica e non sulla reazione che ha avuto il dollaro americano?

Procedendo con ordine, crediamo che quello che il mercato ci ha mostrato venerdì sia una straordinaria prova di forza dell’euro, che, come commentato diverse volte nelle ultime settimane, grazie alla politica monetaria isolata perseguita dalla Banca Centrale Europea rimane fortemente comprato nell’ottica di vedere sempre più portafogli internazionali che vanno a ribilanciare quel sottopeso di area euro, che ora appare attrattiva da punto di vista degli investimenti, con i debiti periferici ancora su livelli interessanti, seppur con uno spread ridimensionato e prezzi dell’azionario che non risultano essere così proibitivi.

E tutto questo ci porta a rispondere, parzialmente, anche alla seconda domanda. Il dollaro americano non ha mostrato reazioni univoche, dimostrandoci che le correlazioni valutarie classiche risultano ancora latitanti e confermando altresì che i temi di interesse, in grado di iniziare a smuovere qualche flusso di medio periodo continuano ad essere l’euro, per l’appunto, e la debolezza dello yen, che rimane in corsa a ribasso, aiutando le esportazioni giapponesi, soprattutto di auto.

La disoccupazione ed i nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo sono stati sostanzialmente neutri, con il tasso di persone in cerca di lavoro al 7.9% dal precedente 7.8% e con 155 mila posti di lavoro creati, il che ci conferma che gli Stati Uniti si trovano in una fase di lieve ripresa (festeggiata comunque dalle borse americane, dove il Dow Jones ha toccato quota 14,000 punti), ma che siamo comunque lontani da livelli in grado di portare, stando a quanto comunicatoci nelle ultime minute dalla Federal Reserve, a decisioni di modifica di rotta per quanto riguarda il Quantitative Easing ed i tassi dei Fed Funds.

Situazione neutra che ha prodotto gli effetti cui abbiamo assistito, con forte indecisione sulle direzionalità da assumere ma che ha visto, in questo primo braccio di ferro, vincere l’euro. Oggi PPI area euro e nient’altro di interessante, vediamo se la moneta unica riuscirà a tentare la rottura di 1.3700, da valutare comunque, in base ai livelli tecnici che ora cercheremo di individuare, considerando il fatto che le prese di profitto potrebbero comunque partire da un momento all’altro.

EurUsd

Abbiamo già visto la reazione dell’euro sui NFP, ora ci troviamo sopra 1.3600, che insieme a 1.3585 rappresenta la forte area di supporto da dover necessariamente superare per vedere i prezzi puntare verso 1.3500. Il livello intermedio di 1.3540 rende difficile valutare se, in caso di rottura, potremmo assistere a discese diretta verso la figura, è possibile che intervengano buoni livelli di ordini intorno a questo punto, per cui attenzione a posizionare subito lo stop in pari in caso di rottura dei supporti. Supporti che potrebbero tenere e fornire la possibilità di acquistare nuovamente moneta unica, che in caso di superamento rialzista di 1.3675 potrebbe tentare nuovi massimi, che se superassero 1.3730 potrebbero portare al raggiungimento di 1.3800.

UsdJpy

Se guardiamo al UsdJpy notiamo che i supporti a 91.80 hanno tenuto molto bene e che il cambio ha raggiunto effettivamente l’area di 93.00 ipotizzata, confermando anche in questo caso la debolezza dello yen. La media a 21 oraria ha tenuto molto bene ed ora ci troviamo in consolidamento tra 92.50 e 93.00, punti da poter sfruttare per assistere ad accelerazioni di volatilità importanti. Sul fronte ribassista, in caso di rottura possiamo attenderci decelerazioni dei prezzi in area 92.30/91.80, livello quest’ultimo che rappresenta ancora il punto da superare per valutare approfondimenti verso 91.40. Una rottura di 92.80 potrebbe portare a tentativi di raggiungimento dei massimi ed al loro potenziale superamento, con target in area 93.40.

EurJpy

Estensioni interessantissime anche su EurJpy, che ha raggiunto quota 127.00 e che si trova ora in leggera correzione. L’area in test nel momento in cui scriviamo rappresenta la più importante da seguire a livello di supporti, e se essa non dovesse tenere (da valutare rotture sotto 125.75) potrebbe lasciare spazio a tentativi di discesa verso 125.00, mentre in caso di ripartenza oltre 126.60 potremmo attenderci, anche qui, tentativi di nuovi massimi.

GbpUsd

Impressionante la volatilità del cable e le discese mostrate dalla sterlina, che dopo essersi portata sotto 1.5800 è scesa fino a toccare l’area di minimo precedente posta sotto 1.5700. Ci troviamo ora di fronte a potenziali tentativi di rimbalzo, da valutare a nostro parere in caso di rottura dai massimi della notte, che potrebbero però esaurirsi in area 1.57 ¼, dove passa la media a 21 oraria, che potrebbe fornire buoni spunti ribassisti per la ricerca dei minimi di fine gennaio. Attenzione ad eventuali superamenti di 1.5750, che potrebbero delineare tentativi di risalita fono a 1.5780.

AudUsd

Dollaro americano neutro/venduto contro euro, comprato contro lo yen e la sterlina, e venduto contro il dollaro australiano. Dollaro australiano che si è riportato in area 1.0450, andando a rompere a rialzo la linea dinamica di trend ribassista tracciata su un grafico orario, senza tuttavia dare il la all’inversione di trend, che può essere valutata oltre 1.0480. Operativamente possiamo aspettare di assistere a qualche pull back verso i supporti di 1.0425 prima di valutare ingressi a mercato a rialzo, che potrebbero essere valutati anche in caso di rottura diretta delle resistenza poste a .0450 (tenendo conto del punto di svolta citato in 1.0480). In caso di discesa sotto 1.0390 lo scenario cambierebbe e si tornerebbe a valutare possibili superamenti dei minimi.

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