Euro dollaro: troppo presto per rilassarsi, “parità è ancora vicina”

13 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – La parità è ancora possibile e non così distante nel tempo. Sul medio-lungo periodo, infatti, i gestori di fondi che investono in Usa si aspettano ancora che il biglietto verde si rafforzi sull’euro rispetto ai valori attuali di 1,12 dollari. Per Pimco il rialzo del biglietto verde sarà del 10%.

Con la Bce che ha appena varato il suo piano di Quantitative Easing (lanciato il 9 marzo) e la Federal Reserve che dovrebbe imporre una stretta monetaria entro fine anno, per avere un euro potrebbe presto bastare un solo dollaro.

Guardando ai dati storici del dollaro in passato, si scopre che la moneta tende a muoversi all’interno di un ciclo di tre-quattro anni, dove variazioni di prezzo del 20-30% sono la norma.

Ultimamente il biglietto verde ha guadagnato il 15% contro una serie di valute concorrenti, tra cui l’euro, e ha ancora spazio per rafforzarsi, secondo Mihir Worah, chief investment officer della divisione di asset allocation presso PIMCO, il maggiore fondo obbligazionario al mondo.

“Riteniamo che ci sia ancora un apprezzamento el 5-10% nelle corde del dollaro. Chiaramnte se la moneta si muove troppo rapidamente, avrà un impatto sulle decisioni della Federal Reserve, ma tanto per citare previsioni in cifre, abbiamo come obiettivi di prezzo la parità nei confronti della moneta unica e quota 125 yen nei confronti della divisa giiapponese.

Il che implica un ulteriore rialzo del 5-7% dai livelli attuali, un cambiamento che non dovrebbe influire su ciò che la Fed farà”, ha detto Worah intervenndo a una conferenza sugli investimenti organizzata da Morningstar a Londra

Alla luce del rafforzamento dell’euro visto di recente, una serie di analisti è tornata a consigliare gli investimenti ‘lunghi’ sul dollaro e le puntate short sull’euro.

In particolare dopo che gli ultimi dati deboli – ultimi in ordine di tempo ma non di importanza le cifre sul Pil del primo trimestre e sulle vendite al dettaglio – hanno allontanato probabilmente l’appuntamento con un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Fonte: CNBC

(DaC)