Euro continua a sfidare i fondamentali: occhio al supporto

14 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – La giornata di ieri si è stata caratterizzata per essere tra le più controverse rispetto alle recenti fasi di mercato. Abbiamo infatti assistito, dal lato dei prezzi, ad una discreta volatilità sebbene non accompagnata da una forte direzionalita; ciò si è tradotto in listini azionari europei con performance di chiusura vicino alla parità ed americani in negativo, in cambi valutari che si sono consolidati ai livelli di breve periodo e commodities come oro e petrolio che hanno dato vita a congestioni molto ristrette.

Il mercato perciò “sente” tutti i temi che sono ancora sul piatto e che ieri non hanno trovato particolare sviluppo. Sul fronte europeo è stato compiuto un importante accordo verso l’unione bancaria ed economica dell’area euro in quanto è stato sancito il conrollo diretto di circa 200 banche europee alla Bce. Dopo infatti tre mesi di confronti talvolta tesi si è giunti a quel meccanismo di centralizzazione della vigilanza bancaria, che dovrebbe costituire un importante tassesso verso quella famosa integrazione della zona euro e un segnale al mercato di un’unione monetaria in risposta alla grave crisi debitoria.

Il sistema sarà operativo non prima del 1 Marzo 2014 che però potrebbe anche slittare in avanti. Dunque l’Eurotower vigilerà su tutte le banche con attivi per oltre 30 miliardi di euro mentre le altre resteranno sotto il controllo delle autorità nazionali. Inoltre in merito alla separazione tra politica monetaria e vigilanza bancaira si creerà un comitato di pilotaggio interno la BCE mentre sarà importante il meccanismo di voto dell’Autorità Bancaria Europea (Eba) che farà in modo di non mettere costantemente in minoranza gli Stati Membri che no aderiranno alla riforma.

Ma l’aspetto più importante di ieri è riferito al fatto che vi potrà essere la capitalizzazione del Fondo Salvastati ESM evitando di passare per i tesori nazionali e andando a rompere quel giro vizioso tra i bilanci delle banche e quelli degli Stati. Sarà perciò possibile ricapitalizzare direttamente le banche, con ovviamente diverse condizionalità.

Erano e sono troopo diverse le varie sensibilità e gli interessi nazionali per permettere accordi veramente netti e rigidi, ma quello delle differenze enormi tra paesi, si sa, è il vero ostacolo ad una vera unificazione.

Intanto è stata ottima la performance degli indici di Milano e Madrid, grazie anche alle ottime aste di Titoli di stato, e vi èstato il via libera dall’Eurogruppo per i fondi per la Grecia dall’Efsf per complessivi 43 miliardi di euro.

Ha pesato invece ancora il fiscal cliff sui listini Usa e ciò ha portato in parte a parziali de correlazioni sul mercato. Restano comunque i temi di un euro forte in grado di catturare l’1,31 ed uno yen ancora estremamente debole sull’avvicinarsi delle elezioni nipponiche di questo fine settimana nelle quali sembra sempre più probabile la vittoria dell’LPE che dovrebeb dare vita ad una politica proprio legata all’indebolimento della valuta domestica e quindi alla crescita sulla ripresa delle esportazioni, crescita la cui riuscita dipenderà dall’uscita del percorso deflattivo che blocca il paese verso ambiziosi target di inflazione del 2%.

EurUsd

L’euro, e lo ripetiamo una volta di più, mostra ancora una forza strutturale, diversamente da quanto i fondamentali lascino ritenere. Ieri abbiamo assistito a importanti ritracciamenti culminati sul supporto molto preciso di 1,3050, legati in buona parte alla catttiva performance degli indici americani. Vi è stata poi un ritorno in area 1,3075 con l’ottima media 21 sul grafico orario ad accompagnare il movimento e a giocare il ruolo di perfetto supporto dinamico.

La rottura (di questi minuti) dell’1,31 ci pone nella prospettiva di ragionare sul raggiungimento del massimo relativo più significativo a 1,3125 il cui breakout potrebbe portare al succesivo livello di 1,3180. Resta ancora l’1,3050 il valore di supporto di riferimento.

UsdJpy

Sussiste ancora la grande debolezza di yen, con il puntuale rialzo dell’indice Nikkei. Dopo l’ottimo breakout di 82,80 è stato perfetto il ritracciamneto a 83,30 sulla media a 21 periodi del grafico orario per superamento del massimo relativo di 83,70 e approdi sull’84 figura. Sul momentum ascesista, buoni ancora gli ingressi long sul pullback della media proprio a 83,70 per ambiziosi target a 84,50 e 85.

EurJpy

Come detto ieri, e questo è una logia molto utile ai fini operativi, è ancora più netto il movimento di questo cross rispetto ai “padri” usd/yen ed eur/usd, proprio per la contemporanea forza di euro e grande debolezza di yen. Perfetto il breakout rialzista dai massimi relativi a 108. Raggiunto ottimamente il target a 110, potremmo ora assistere a fisiologici ritracciamenti, proprio sulla media a 21 periodi del grafico orario per superamento dei massimi e target a 111. Nei time frame di medio/lungo (4 ore e daily) non vi sono infatti spunti di inversione.

GbpUsd

Dinamica molto simile a quella dell’Eurodollaro per il cable. Partendo da un time frame a 4 ore si nota però come il ritracciamento di ieri pomeriggio sia stato più profondo e abbia fornito qualche difficoltà operativa maggiore proprio per questo. Cruciale, in ottica di risk on, il raggiungimento di 1,6175 per assistere a potenti rotture al rialzo mentre altrettanto importante sarebbe andare sotto 1,61 per ritrovare supporti importanti a 1,6050 e 1,6015.

AudUsd

La trendline discesista di lungo periodo,a completamento del triangolo, dopo essere stata superata al rialzo va a costituire ora un ottimo punto di supporto su cui la price action è precisamente schizzata. Ci troviamo, anche in questo caso, a circa 40 pips dalla resistenza fondamentale a 1,0583 in grado di costituire un livello per ingressi corti da invertire in caso di breakout rialzista, ideale per otimali criteri di Risk/Reward.

XauUsd

Fase piuttosto piatta quella dell’oro che ha tentato di riprendere i minimi relativi a 1685 per poi riprendere verso quota 1700 dollari l’oncia. Minimi crescenti nel breve potrebbero indurcia posizionale menti long con target obbligatoriamente di breve ancora una volta verso 1715. Al ribasso può risultare più conveniente lavorare con breakout dei minimi per spazio fino a 1670.

UsOil

Seduta piuttosto avara di spunti anche quella del petrolio consolidatosi attorno all’86,50. Risulta ottimale un’operatività di breve per sfruttare ancora la divergenza rialzista sul grafico orario verso 87 per, lavorando con stop in pari, puntare a 87,50. Ancora 85,70 il prezzo da guardare per inversioni veloci intraday.

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