Esportazioni, Italia sale al nono posto mondiale

13 Luglio 2017, di Daniele Chicca

Il 2016 si è rivelato essere un anno positivo per le esportazioni in Italia, un paese che ha anche riscontrato un aumento di ben il 50% dei flussi di investimenti diretti esteri. Lo ha comunicato in una nota l’agenzia ICE, secondo cui la spesa promozionale ha realizzato un record storico con oltre 134 milioni di euro impiegati. Il commercio digitale è stato uno dei volani principali di crescita per le imprese esportatrici del nostro paese.

Tutto questo ha permesso all’Italia di salire in nona posizione nella classifica degli esportatori mondiali, al sesto posto nella graduatoria dei saldi attivi commerciali e al 13esimo per quanto riguarda gli afflussi di investimenti diretti esteri, grazie a 417 miliardi di euro di export, un saldo commerciale ampiamente positivo pari a 51,5 miliardi di euro (dato Istat) e 29 miliardi di dollari di flussi di capitali stranieri in entrata.

I numeri evidenziano da un lato l’emergere di nuovi settori di specializzazione (l’export di prodotti farmaceutici vola a +6,8%) e, dall’altro, il sempre crescente orientamento della domanda mondiale verso i prodotti di specializzazione del Made in Italy, particolarmente nei mercati emergenti. Inoltre, con un + 50% del valore in dollari dei flussi, si assiste a un aumento dell’interesse degli investitori esteri verso l’Italia.

Questi i principali risultati emersi dalla presentazione del Rapporto ICE 2016-2017 “L’Italia nell’economia internazionale” conclusasi questa mattina a Milano alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, del Direttore Generale per la promozione del Sistema Paese del MAECI, Vincenzo De Luca, del Presidente dell’Agenzia ICE, Michele Scannavini, del Presidente di ISTAT, Giorgio Alleva nonché dei relatori della tavola rotonda: Sonia Bonfiglioli, Presidente Bonfiglioli Riduttori SpA, Stefano Domenicali, Presidente e Amministratore Delegato Automobili Lamborghini SpA, Fabio Gallia, Amministratore Delegato Cassa Depositi e Prestiti, Luigi Pio Scordamaglia, Presidente Federalimentare.

L’Agenzia ICE ha giocato un ruolo importante nel raggiungimento dei risultati 2016 con una spesa promozionale record di oltre 134 milioni di euro, distribuita su 800 iniziative che hanno permesso di assistere 17.000 imprese italiane (16.200 nel 2015).

Calenda: dati esportazioni “clamorosamente positivi”

L’impatto positivo delle attività dell’Agenzia ICE sulle esportazioni delle imprese italiane è confermato da un’elaborazione effettuata in collaborazione con l’ISTAT, che mostra che tra il 2014 e il 2016 i clienti dell’ICE (piccole, medie e grandi aziende) hanno aumentato le loro vendite all’estero del 4,2%. Per contro, un campione statistico di raffronto, avente caratteristiche analoghe, ha conseguito un incremento medio dell’1,5%.

L’impegno e gli sforzi dell’ICE, si legge nel comunicato, continueranno e si intensificheranno nel biennio 2018-2019 con nuove sfide promozionali in aree e paesi ad alto potenziale, come Cina e Asean, con investimenti per lo sviluppo del commercio digitale e con un piano strategico di comunicazione dedicato al Made in Italy.

I numeri sono accolti con entusiasmo dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, secondo cui anche i primi mesi del 2017 fanno ben sperare per l’attività delle esportazioni italiane.

“I dati sull’export dei primi mesi 2017 sono clamorosamente positivi. Anche se a fine anno la performance dovesse essere piu’ normale, sarebbe una crescita molto importante”, ha detto il ministro intervenendo in videocollegamento alla presentazione a Milano del Rapporto Ice sull’Italia nell’economia internazionale 2016-2017. Calenda doveva essere presente fisicamente ma ha spiegato di non averlo potuto fare, “perché ho un incontro per una crisi molto concreta che devo mettere a posto entro il week-end”.

Il tasso di crescita delle esportazioni italiane nei primi quattro mesi 2017 è stato del 9,9% rispetto al +1,2% dell’intero 2016. “Questo dimostra che le riforme pagano. Inoltre, il fatto di realizzare, pubblico e peivato insieme, una struttura compatta che parla con gli investitori paga”.