Escalation dazi, auto europee nel mirino: i brand più a rischio

24 Settembre 2018, di Mariangela Tessa

L‘escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Cina, che oggi hanno subito un forte accelerazione, in seguito all’entrata in vigore dell’ultimo round di tariffe contro prodotti Made in Cina per 200 miliardi di dollari, rischia di mettere un freno l’industria automobilistica europea con con ricadute pesanti soprattutto per i brand come la britannica Jaguar Land Rover e la svedese Volvo.

È quanto mette in evidenza una nota diffusa dall’agenzia di rating Standard&Poor’s Global sullo stato di salute delle quattro ruote nell’Ue.

Ricordiamo che sul tavolo ci sono dazi del 25% sulle auto europee minacciati da Trump, messi momentaneamente da parte dopo il vertice con il presidente delle Commissione Juncker, e ora tornati in auge. Se confermati – ricordano gli analisti –  i dazi provocherebbero un aumento dei costi per la produzione europea e allo stesso tempo comprometterebbero il raggiungimento di target ambientali e tecnologici.

L’analisi dell’agenzia di rating sottolinea che el tariffe finirebbero per nuocerebbe soprattutto le aziende sprovviste di impianti di produzione negli Stati Uniti. Un problema quasi inesistente per marchi di lusso come Porsche o Lamborghini, ma che invece potrebbe risultare cruciale per la cosiddetta fascia premium.

Secondo le stime degli analisti, la britannica Jaguard Land Rover rischia di perdere fino a un quinto delle sue vendite globali, danneggiandosi su un mercato americano che era cresciuto del 3,6% ne primi otto mesi del 2018.

Anche Volvo, che tra l’altro ha impianti in Usa ma ha eletto la Cina come mercato di punta per le esportazioni di alcuni modelli, sarebbe esposta a squilibri simili. Il suo vero motore di crescita, i Suv, sono prodotti in Cina e potrebbero esserlo anche in Europa, ricadendo in pieno sotto al regime sfavorevole dei dazi della Casa Bianca. Impatti, più contenuti sono previsti anche su brand come Bmw e Volkswagen.