Erdogan contro rettori e docenti: “Cacciati senza passare dai tribunali”

22 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

ANKARA (WSI) – Continuano le epurazioni in Turchia. Il premier Recep Tayyip Erdoğan, dopo il golpe fallito di venerdì scorso, calca la mano mettendo in carcere giudici, giornalisti, militari e docenti indicati come ribelli. E dopo aver annunciato la proroga dello stato di emergenza per altri 3 mesi, non sembra destinata a placarsi nel breve tempo la rabbia del premier.

Il pugno duro di Erdogan questa volta si abbatte sui docenti. Il Consiglio per l’Alta Educazione, l’organismo di sorveglianza delle università turche, lo scorso 19 luglio ha chiesto le dimissioni di 1577 rettori, mentre il ministero dell’istruzione ne ha sospeso 15.200 e poi ha revocato la licenza di insegnamento a 21mila docenti di scuole private.

“La repressione contro i professori è destinata a peggiorare” – ha dichiarato Cem Oyvat, economista dell’Università di Greenwich, in Inghilterra, tra i primi firmatari della petizione Academics for Peace, un appello sottoscritto, solo in Turchia, da oltre 1300 professori.  L’università più colpita è quella di Istanbul, l’ateneo pubblico di dimensioni maggiori: 95 tra professori e dipendenti sono stati sospesi. La sospensione però come prevede la legge è temporanea.

Ed è proprio su questo punto, sulla temporaneità della sospensione che il governo o meglio il ministro del Lavoro Suleyman Soylu starebbe valutando la possibilità di modificare una norma, l’articolo 657 dello Statuto dei Lavoratori che regola i licenziamenti, rendendo le sospensioni permanenti senza dover passare dai tribunali e a deciderle sarebbe il solo Consiglio per l’Alta educazione. Una novità che decreterebbe la fine dell’istruzione libera in Turchia. Ma perché proprio le università e le scuole anche nel mirino di Erdogan?

Erdogan vuole punire chi è vicino a colui che, secondo il premier turco, è vicino alla mente del tentato golpe, l’imam Fethullah Gülen e altri conservatori. Parte dei 15 mila accademici sospesi fa parte infatti del sindacato Aktif Eğitim Union, ispirato proprio al movimento del predicatore trasferitosi negli Stati Uniti, grande oppositore di Erdogan.

Fonte: Il Fatto Quotidiano