Eni chiude terzo trimestre in rosso di quasi 1 miliardo

29 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “La cessione di una quota della nostra partecipazione in Saipem e il deconsolidamento della società è un importante passo nell’implementazione della strategia di trasformazione di Eni”. E’ quanto ha detto Claudio Descalzi, numero uno di Eni, nel commentare il bilancio relativo al terzo trimestre del 2015 della società del cane a sei zampe.

“Il nostro obiettivo è aumentare la flessibilità finanziaria per liberare risorse da investire nel core business, allo stesso tempo manteniamo una partecipazione significativa e supporteremo Saipem anche con la partecipazione all’aumento di capitale nel processo di rafforzamento finanziario e operativo”.

Il gruppo Eni ha chiuso il terzo trimestre del 2015 con una perdita netta pari a 0,95 miliardi di euro (-0,36 mld nei primi nove mesi dell’anno).

Nel terzo trimestre del 2015 Eni ha registrato un utile operativo adjusted di 752 milioni di euro, in flessione del 75,2% rispetto all’analogo periodo del 2014 e di 604 mln escluso il risultato Saipem, in calo del 79% a causa, spiega il gruppo, della flessione della E&P (-76%) determinata dal crollo del prezzo del petrolio (-51%), il cui impatto è stato attenuato dalla crescita delle produzioni, dalla riduzione dei costi e dal deprezzamento dell’euro rispetto al dollaro (-16%).

Nei nove mesi 2015 l’utile operativo adjusted esclusa Saipem è stato di 3,51 miliardi con una diminuzione del 60%; su base consolidata l’utile operativo adjusted e’ stato di 3,1 miliardi, con una flessione del 67%) che sconta la peggiorata performance di Saipem a causa delle perdite straordinarie del secondo trimestre.

Nel terzo trimestre, si legge nella nota, Eni ha registrato la perdita netta adjusted esclusa Saipem di 290 milioni rispetto all’utile netto adjusted del terzo trimestre 2014 di 1,13 miliardi. Il peggioramento riflette il calo dell’utile operativo e il maggior tax rate. Su base consolidata la perdita netta adjusted del trimestre e’ stata di 260 miliardi rispetto a un utile netto adjusted di 1,17 miliardi del trimestre 2014. Nei nove mesi l’utile netto adjusted di 760 milioni esclusa Saipem e’ diminuito del 76% rispetto al 2014. Su base consolidata l’utile netto adjusted e’ stato di 530 milioni con una flessione dell’83,7 per cento.

Dal bilancio emerge che il gruppo Eni ha registrato “una robusta crescita produttiva” dell’8,1% a 1,703 milioni di barili al giorno (+8,7% nei nove mesi). In una nota, l’azienda scrive che viene “rivista al rialzo la previsione di crescita annua a circa il 9% (da oltre il 7%)”.

Nel terzo trimestre del 2015 “pur in un contesto debole di prezzi del petrolio, Eni continua a registrare risultati importanti sia in termini di crescita upstream che di ristrutturazione dei business mid-dowsntream”, afferma Descalzi.

“Nell’E&P la produzione è ancora in forte crescita e per la seconda volta nell’anno rivediamo al rialzo le nostre previsioni, pressoché raddoppiando l’obiettivo originario. Nei nove mesi, inoltre, abbiamo scoperto 1,2 miliardi di barili di nuove risorse, oltre il doppio rispetto all`obiettivo di piano, pur riducendo i nostri costi esplorativi. La ristrutturazione e gli interventi di efficientamento che abbiamo condotto in ambito R&M e Chimica, uniti a uno scenario favorevole, hanno portato questi business a conseguire un’eccellente performance e una generazione di cassa positiva nel corso del 2015. Anche per G&P la guidance è migliorata. Tutte queste azioni, unite a un ulteriore intervento di ottimizzazione degli investimenti nel corso dell`anno e al miglioramento della nostra struttura dei costi operativi, ci consentiranno di ottenere, escludendo Saipem, la copertura organica degli investimenti già nel 2015, con uno scenario di 55$ al barile”.

Ieri la notizia dell’ingresso della Cassa Depositi prestiti attraverso il fondo strategico FSI in Saipem con il 12,5% rilevato da Eni. In dettaglio si tratta di 55,17 milioni di azioni. Il corrispettivo sarà tra 408 e 487 milioni di euro e verrà calcolato in base alla media aritmetica dei prezzi ufficiali delle azioni Saipem registrati in prossimità della data di sottoscrizione del contratto di compravendita.

Il cda di Saipem, nell’ambito di un nuovo piano strategico, ha deciso di avviare un maxi aumento di capitale fino a 3,5 miliardi di euro.

Il 2 dicembre è convocata l’assemblea straordinaria degli azionisti per il via libera alla ricapitalizzazione.