Eni, AD: Iran, “accordo trovato su crediti Darquain”

5 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Sul capitolo Darquain l’accordo” con l’Iran “è stato trovato”. Lo ha reso noto Claudio Descaldi, numero uno di Eni, da Teharan.

“Sui crediti legati ai giacimenti in Iran l’accordo è stato trovato. Sto parlando di Darquain. Adesso è una questione di tempi, spero che i tempi siano rapidi, ma sono molto fiducioso”. L’Eni vanta crediti per 800 milioni di euro con l’Iran.

Presenti a Teheran i ministri degli Esteri Paolo Gentiloni e dello Sviluppo economico Federica Guidi. Il ministro del Petrolio di Teheran, Bijan Zanganeh, al termine dell’incontro con i due ministri e con un gruppo di imprenditori, ha affermato che la loro visita “rappresenta una luce verde per la futura presenza delle società produttrici” italiane in Iran.

“Abbiamo messo a punto nuovi modelli contrattuali molto più attraenti per le major petrolifere che verranno presentati a Londra a dicembre”, ha reso noto il ministro Zanganeh.

“Abbiamo invitato le aziende italiane a una presenza per il settore petrolchimico, petrolio e gas. L’obiettivo sono investimenti congiunti al fine di arrivare a una produzione congiunta. I prodotti estratti non saranno destinati solo al mercato iraniano ma anche a paesi terzi”.

Gentiloni aveva detto: sul petrolio iraniano, “c’è una competizione tra diversi Paesi europei” e “non dobbiamo scartare l’ipotesi che in un futuro non lontano partecipino altri Paesi occidentali”. In ogni caso, “in questa competizione la sensazione che abbiamo è che l’Italia sia dal punto di vista politico messa molto bene, perché i rapporti che ha avuto con l’Iran sempre in questi anni, anche nei momenti più critici, non si dimenticano”.

Il ministro Guidi ha precisato che i rapporti Teheran-Roma “sono un tesoro da cui partiamo per arrivare a un futuro che ci porti ad avere lo stesso livello di interscambio commerciale del passato, probabilmente anche di più e meglio distribuito tra i vari settori industriali”.

L’obiettivo è superare i 7 miliardi di interscambio del passato. “Credo che sia un numero, potrà essere anche di più. Dipende dalle dinamiche con cui le sanzioni verranno tolte e da quale sarà il livello di implementazione dei nuovi accordi”.

Guidi ha aggiunto che dopo l’intesa “si aprono possibilità di business e settori industriali che sono completamente nuovi rispetto a quelli che avevamo qualche tempo fa e che trovano competenze e skill da parte delle nostre filiere industriali”.