Cambiamento climatico, cosa fa il governo per tagliare le emissioni

24 Aprile 2019, di Alberto Battaglia

Nel 2020 il governo si aspetta di tagliare le emissioni di CO2 (non soggette allo scambio di quote ETS) del 13% rispetto ai livelli del 2005. All’interno Programma Nazionale di Riforma 2019, una delle appendici del Def da poco approvato dall’esecutivo, vengono ricordate tutte le misure che finora sono state attuate, o comunque approvate, per raggiungere tale obiettivo. Buona parte di esse risultavano incluse nella Legge di bilancio 2019, ecco una sintesi degli interventi la cui paternità spetta al governo Conte:

  • Credito d’imposta nella misura al 36% delle spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di prodotti riciclati ottenuti da materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, per l’acquisto di imballaggi biodegradabili e compostabili o derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell’alluminio.
  • Detrazione fiscale per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica.
  • Istituzione per gli anni 2019-2021 di un’imposta progressiva, la cosiddetta ecotassa, che grava sugli acquisti di veicoli nuovi con emissioni di CO2 che eccedono la soglia di 160 gr/km
  • Ecobonus da 1.500 a 6.000 euro per la riconversione del parco veicoli, a beneficio di chi acquisterà una vettura ibrida o elettrica nuova a basso impatto ambientale in termini di CO2, fino a una spesa massima di 50 mila euro (Iva esclusa). La misura è entrata in vigore a inizio marzo.
  • Il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile per il rinnovo del parco autobus di Regioni e città metropolitane, che ha stanziato 3,7 miliardi di euro nel periodo 2019-2033 (2,2 miliardi per le Regioni e 1,5 miliardi di euro per le Città metropolitane) per il ricambio nel trasporto pubblico locale e regionale in favore di bus elettrici, a metano e a idrogeno.