Emergenti, “troppo allarmismo, fondamentali positivi”

27 Agosto 2018, di Mariangela Tessa

La guerra commerciale Usa-Cina, il surriscaldamento dell’economia, la liquidità del dollaro USA frutto della riduzione del bilancio operata dalla Federal Reserve.

Sono queste alcune delle ragioni alla base del recente sentiment negativo degli investitori nei confronti dei mercati emergenti. Tuttavia, chi si concentra sugli indicatori macroeconomici, constaterà che di per sé i mercati emergenti sono ben posizionati, sostiene David Semple, Portfolio Manager presso VanEck.

“Per le imprese che seguiamo da vicino, nel complesso, siamo intervenuti solo in misura minima per correggere al ribasso le prospettive per l’anno in corso”, ha detto Semple in una nota, spiegando se si guarda il rendimento del patrimonio netto, si assiste a un’inversione e la disciplina del capitale ha generato un maggiore free cash flow.

Per l’esperto si tratta dunque di non lasciarsi trascinare dal sentiment dominante. Fattori positivi, la crescita dei consumi in Cina, non sono destinati a scomparire in un prossimo futuro.

“Crediamo che le prospettive per i paesi emergenti rimangano buone e sottolineino la stabilità fondamentalmente forte della classe di attivo” ha ribadito Semple, specificando che il basso livello di valutazione attribuibili ai recentissimi deflussi, potrebbe costituire un momento propizio per mantenere o aumentare gli investimenti.