Elezioni Usa: bookmaker o sondaggi, Goldman Sachs cerca le stime più affidabili

29 Settembre 2020, di Alberto Battaglia

Nelle ultime tornate elettorali i sondaggi non si sono rilevati molto affidabili. Anche nel caso delle elezioni presidenziali del 3 novembre  i modelli statistici basati sui sondaggi, come il celebre FiveThirtyEight, potrebbero risultare meno precisi dei mercati delle previsioni e dei bookmaker nell’anticipare gli esiti elettorali?
E’ questa la domanda che ha intrigato gli analisti di Goldman Sachs, a poco più di un mese dall’appuntamento del 3 novembre, nel quale gli Stati Uniti saranno chiamati a eleggere il nuovo inquilino della Casa Bianca.

I “vantaggi” dei prediction markets

In linea teorica, i prediction markets, piattaforme nelle quali gli operatori possono scambiarsi contratti il cui rendimento dipende dalla realizzazione della previsione, dovrebbero essere un po’ più precisi dei sondaggi.

Secondo Goldman Sachs ciò sarebbe dovuto al fatto che gli attori che partecipano a questo mercato, dovendo pagare per farlo, sarebbero più inclini a incorporare tutte le informazioni di cui sono in possesso.
Per questo, le percentuali di probabilità che emergono dai mercati delle previsioni e dai bookmaker, dovrebbero cogliere meglio di ogni altro strumento “il sentimento della folla”.

“I partecipanti al mercato delle previsioni e gli scommettitori online mettono denaro reale dietro le loro stime, il che conferisce loro un incentivo finanziario per cercare nuove informazioni, in modo imparziale rispetto ad altre considerazioni come le preferenze di parte”, afferma GS, “mentre i modelli statistici e i Superforecaster potrebbero investire il capitale reputazionale sulle loro stime, le conseguenze di una previsione imprecisa… Inoltre, almeno in teoria, ci sono alcuni incentivi a breve termine, come quello di ottenere l’attenzione dei media predicendo risultati fuori da quelli del consenso”.

Diversi fino a un certo punto

Questa, la teoria. Nella pratica, però, anche i bookmaker e i mercati delle previsioni hanno i loro punti deboli. Ma, soprattutto, è significativo notare come nelle passate elezioni del 2016 i due sistemi avessero predetto risultati molto simili, sbagliando l’esito elettorale negli stessi identici stati (nei quali Donald Trump vinse ribaltando il pronostico).

Nel grafico in basso è possibile osservare come per ciascuno stato le previsioni del modello statistico di FiveThirtyEight finisse con il coincidere con le previsioni del prediction market PredictIt.
“Per essere chiari, ciò non significa che i mercati di previsione possano sostituire l’analisi delle informazioni basate sui sondaggi”, ha precisato GS, “poiché i partecipanti al mercato presumibilmente incorporano le informazioni disponibili su siti come FiveThirtyEight. Tuttavia, almeno nel 2016, entrambi hanno inviato essenzialmente lo stesso messaggio una volta arrivati al giorno delle elezioni”.

Il confronto Biden vs Trump

Allo stato attuale, il confronto fra mercati delle previsioni, bookmaker e modelli statistici ci dice che, per i primi due sistemi di previsione, il vantaggio di Biden su Trump sarebbe estremamente sottile.

Secondo i modelli statisti di FiveThrityEight o dell’Economist, invece, il margine del candidato democratico sarebbe enorme (grafico in basso). “modelli statistici popolari e i Superforecaster stimano le possibilità di vittoria di Biden a circa il 75-85%, ben al di sopra delle probabilità implicite nei mercati di previsione e dalle quote dei bookmaker, che si attestano a un 55-60% molto più competitivo”, ha concluso Goldman.