Elezioni UK, gli analisti: “Tonfo sterlina? È solo l’inizio”

9 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Dopo l’esito a sorpresa del voto anticipato nel Regno Unito, che lascia il paese con un parlamento privo della maggioranza assoluta, non ci sono possibilità per la sterlina di rimanere “solida e stabile” secondo alcuni analisti. Ne è convinto Viktor Nossek, director of research del gestore WisdomTree, secondo cui a breve e medio termine le prospettive sono negative per la valuta britannica dopo lo “choc elettorale”.

Dopo il calo del 2% successivo al risultato delle elezioni lampo indette dalla premier Theresa May, Nossek vede perdite ulteriori per la sterlina. Il partito al governo dei conservatori ha perso inaspettatamente la maggioranza assoluta in parlamento. Ai mercati non piace l’incertezza sulla Brexit e l’instabilità politica. La Borsa di Londra viene invece favorita dall’indebolimento della sterlina, dal momento che i titoli sono denominati nella valuta britannica.

Mentre da un lato è difficile che la premier May si dimetta, come chiede il rivale dei Laburisti Jeremy Corbyn, numeri alla mano non è da escludere al 100% un governo di minoranza guidato dai partiti di centro sinistra. Le autorità politiche cercheranno di trovare una soluzione che garantisca una certa continuità alla linea di governo nei negoziati sulla Brexit, ma l’approccio sarà più soft perché chi terrà le trattative con Bruxelles non potrà bluffare chiedendo una linea dura quando questa non è appoggiata dalla maggioranza in Parlamento.

La scommessa perduta da May ha pesato soprattutto sulla sterlina, scesa ai minimi di otto settimane sul dollaro, in area 1,26 e ai minimi puri mensili anche sull’euro, a quota 1,12. Secondo l’analista di WisdomTree “la volatilità è destinata con tutta probabilità a rimanere elevata”, con le ramificazioni del voto che ancora non sono ben definite e saranno più chiare con il passare dei giorni.

“I cali contra il dollaro e le altre divise rivali potrebbero diventare ancora più pronunciati”, dice Nossek. “Guardando ai mercati in generale, l’incertezza regnerà sovrana mentre i partiti cercheranno di formare un governo di minoranza. A breve termine è da mettere in conto un incremento della volatilità“.

Michael Metcalfe, responsabile macro strategy globale di State Street Global Markets, ha commentato: “I mercati non erano preparati a questo sorprendente risultato nel Regno Unito. Se il marcato restringimento nei sondaggi prima del voto aveva fatto sorgere dei dubbi, la netta vittoria dei conservatori era ancora considerata l’opzione più probabile dalla maggior parte delle persone. L’unica cosa di cui ora possiamo essere certi è che l’incertezza politica aumenterà in modo significativo, così come il premio richiesto per gli asset del Regno Unito. Gli schieramenti e le divisioni del partito sono molto diverse rispetto al Parlamento senza maggioranza del 2010 e questo rende molto più difficile formare coalizioni stabili. Le probabilità di un governo di minoranza o persino di nuove elezioni entro il prossimo anno sono ancora più elevate. Il governo è caduto al primo ostacolo elettorale. Ora l’avvicinamento all’ostacolo potenzialmente più grande e pericoloso rappresentato dalla Brexit sarà sicuramente ritardato. Questo è uno shock che i mercati non erano preparati ad affrontare e di conseguenza la sterlina resterà probabilmente sotto pressione”.

Bill Street, responsabile investimenti per la regione EMEA di State Street Global Advisors, ha osservato invece che “mentre la sterlina si indeboliva nelle ultime settimane di campagna elettorale, i mercati si aspettavano ancora una maggioranza conservatrice. Pertanto non deve sorprendere questa iniziale debolezza della sterlina, che potrebbe probabilmente proseguire dato che gli investitori internazionali richiederanno un maggior premio per il rischio. La sterlina è già sostanzialmente sottovalutata rispetto al dollaro e all’euro, perché riflette le future incertezze. Questo tipo di svalutazioni tende a subire correzioni su orizzonti temporali a lungo termine ed è possibile che il risultato delle elezioni porti a una Brexit più morbida. Tuttavia qualsiasi movimento al rialzo potrebbe essere ritardato fino a quando non sarà fatta maggiore chiarezza.

“L’iniziale reazione risk-off del mercato porterà una netta diminuzione dei rendimenti dei titoli di stato. Nel breve periodo crediamo che questa situazione potrebbe continuare a causa della forte incertezza politica. Tuttavia l’emergere di una coalizione guidata dai laburisti potrebbe portare a un mercato ribassista per i titoli di stato. Poiché il mercato incorpora nelle valutazioni le promesse elettorali di stimolo fiscale e di una Brexit più “soft”, riteniamo che i rendimenti dei titoli di stato potrebbero intraprendere un percorso di crescita sostenuta nel medio termine”.

Per Richard Colwell, responsabile azionario Regno Unito di Columbia Threadneedle Investments, “chiaramente, il risultato delle elezioni del Regno Unito non è quello che il mercato si aspettava. Ma vale la pena ricordare che la reazione iniziale del mercato dopo il referendum dell’UE e le elezioni statunitensi si sono rivelate di breve durata. Un certo numero di titoli britannici che potrebbero essere vulnerabili con un governo più interventistico sono stati deboli per un certo tempo (ad esempio i trasporti e le utilities) quindi questa situazione non è totalmente inaspettata per loro. Qualsiasi vendita tra titoli media e leisure potrebbe richiedere acquisizioni. Tuttavia, se la pressione sulla sterlina continua e la valuta sta tornando ai livelli bassi raggiunti di recente, i guadagni del dollaro per le multinazionali quotate a Londra aumenteranno. Ricordiamo che il mercato azionario britannico è molto meno legato all’economia domestica rispetto ai cicli precedenti.”

“Inoltre, il mercato britannico è rimasto in disparte per alcuni anni  nei confronti degli investitori internazionali. L’asset allocation verso le azioni britanniche è già a livelli bassi come lo è stata nel 2008, ai tempi della crisi bancaria, quindi non c’è senso che il denaro lasci il mercato. Il divario di valutazione con altri mercati azionari, in particolare gli Stati Uniti ma anche l’Europa, è altrettanto pronunciato come lo è stato per un decennio”.

Quindi, “le molte incertezze e il cammino politico ed economico interno appaiono piuttosto foschi. Tuttavia per le azioni britanniche le prospettive sono più misurate e cercheremo opportunità di acquisto selettive“.

May ha rischiato e ha perso

Andrew Belshaw, Head of Investment Management London di Western Asset (Gruppo Legg Mason), ritiene che Theresa May avrebbe dovuto capire quando era il caso di continuare a giocare e quando invece era meglio lasciare la mano. Theresa May ha invece preferito “giocarsi la sicurezza di tre anni di governo con la possibilità di un mandato più forte e duraturo”. Il risultato di ieri è chiaro: “May ha scommesso e ha perso. Dopo aver fatto una delle peggiori campagne di sempre, il partito conservatore ha ottenuto meno seggi di quanti ne avesse nel Parlamento uscente, insufficienti per formare una maggioranza assoluta, ma abbastanza per rimanere il primo partito in Gran Bretagna. E’ probabile che i Conservatori restino al potere, o con un governo di minoranza o in coalizione con il Northern Ireland’s Democratic Unionist Party (DUP)”.

Adesso entriamo in un periodo di incertezza. La questione più importante è capire che cosa significa per la Brexit. May ha deciso di fare le elezioni anticipate per ottenere un mandato più forte. Ora non ce l’ha. Questo significa che la Brexit sarà più morbida e che il Paese rimarrà all’interno dell’unione doganale europea? Possibile, e la risposta relativamente diversa della sterlina (che ha perso solo il 2% circa rispetto a dollaro e euro) potrebbe riflettere questa eventualità. Ma potrebbe anche non succedere, dato che il DUP è a favore della Brexit e il governo sarà riconoscente con la sua frangia più euroscettica per far passare la legislazione. Vista la portata del voto anti-austerity, un atteggiamento fiscale più morbido/accomodante non può essere escluso dall’agenda del governo, perciò i premi al rischio sui Gilt e altri asset britannici potrebbero aumentare. Qualsiasi governo si formerà nei prossimi giorni, il prossimo primo ministro dovrà fare i conti con altre elezioni a breve termine. Dovrà essere un premier abbastanza forte da guidare il parlamento nei prossimi mesi, anche se è chiaro che il Paese ha perso fiducia nei confronti di Theresa May e della sua leadership.

Sui mercati gli analisti si dicono “sottopesati sulla duration britannica e generalmente neutrali sulla sterlina nei portafoglio dei nostri clienti, e con i rendimenti dei Gilt e i differenziali delle obbligazioni corporate UK che sono un po’ mutati, non anticipiamo nessun cambio immediato nelle strategie di portafoglio. Continueremo a valutare il mercato una volta che le conseguenze politiche diventeranno più chiare”.

Jack McIntyre, portfolio manager di Brandywine Global (Gruppo Legg Mason) ha detto: “Fino al voto di ieri, i mercati avevano prezzato una maggioranza del partito conservatore, compresa la possibilità di aumentare il numero di seggi all’interno del Parlamento. Il Primo Ministro May e il partito conservatore non potranno più godere di quella maggioranza e probabilmente dovranno affrontare una situazione di blocco legislativo nei negoziati per la Brexit. Riteniamo che la retorica del Primo Ministro sia stata utilizzata semplicemente a fini politici, per cui forse un parlamento “sospeso” potrebbe portare la May a rivalutare il suo stile e a cambiare approccio nell’affrontare i negoziati per la Brexit, dato che un divorzio con attriti con l’UE non sarebbe nell’interesse del partito.

“Tuttavia, i mercati non vedono di buon grado la mancanza di una salda leadership governativa, quindi ci aspettiamo un crollo nella sterlina nel breve periodo, così come nei rendimenti dei Gilt. Sebbene la nostra view di lungo periodo suggerisca che una migliore crescita economica consentirà alla Banca d’Inghilterra una politica più restrittiva, riteniamo che la BoE mantenga il suo attuale atteggiamento accomodante alla prossima riunione del 15 giugno e, più in generale, nel breve termine”.

“Questa elezione è stata sicuramente più impattante sulla sterlina che sull’euro, quindi non ci aspettiamo che l’euro si muova molto contro il dollaro Usa in conseguenza di questi risultati. Ci sono stati altri fattori, come una più forte crescita della zona euro e la recente riunione della BCE che potrebbero influenzare la valutazione dell’euro”.

Elezioni UK: “risultato disastroso per i conservatori”

Per Azad Zangana, Senior European Economist di Schroders, il risultato è “disastroso per il Partito Conservatore, che deve mettere in discussione il futuro di Theresa May come Primo Ministro. I Conservatori probabilmente resteranno al potere con un Governo di minoranza, facendo affidamento sulla fiducia e sull’appoggio dei voti dei membri dell’opposizione più affini. Ciò implica un Governo meno stabile, che dovrà fare delle concessioni e cercare il consenso anche nell’introduzione di semplici cambiamenti alla legislazione”.

“Famiglie e imprese saranno preoccupate per l’incremento dell’incertezza politica. Tuttavia, allo stesso tempo, la paralisi a Westminster comporterà meno cambiamenti alla politica fiscale ed economica. Ciononostante, ci aspettiamo una frenata nella spesa dei consumatori e negli investimenti delle imprese che aggraverà il rallentamento già in corso”.

Gli effetti del voto su sterlina, BoE e Brexit

“Il calo della sterlina è stato inferiore alle attese considerando il Parlamento “in stallo”. La sterlina più debole spingerà l’inflazione un po’ più al rialzo di quanto stimato in precedenza, con un lieve effetto negativo sulla spesa dei consumatori”.

“È improbabile che la Bank of England modifichi la propria politica nel breve termine, ma offrirà rassicurazioni nel garantire di essere pronta ad agire in caso di instabilità finanziaria. Guardando avanti, ci sono molte probabilità che il Governo Conservatore di minoranza non duri più di un anno. Probabilmente farà molta fatica a passare qualsiasi legge finanziaria”.

“Per quanto riguarda la Brexit, la posizione negoziale del Regno Unito ne esce seriamente danneggiata. In assenza di un mandato forte, l’Europa può ignorare le richieste del Regno Unito. Anche la minaccia di Londra di ritirarsi dalle trattative ora sembra vacua e priva del supporto del popolo britannico”.

View sull’azionario

David Docherty, Fund Manager, UK Equities, Schroders, afferma che “anche se i Conservatori riusciranno a formare un Governo, questo risultato riduce notevolmente l’autorità di Theresa May e la sua capacità di negoziare la Brexit”. Per quanto riguarda le prospettive per il mercato azionario britannico, “è probabile un flight to quality iniziale, con gli investitori che favoriranno le società più resilienti con utili internazionali”.

“Le società più sensibili ai consumi domestici, come i rivenditori al dettaglio, potrebbero risentire dell’indebolimento della sterlina. Questo perché qualsiasi movimento sul forex impatta i margini di profitto e i redditi reali disponibili dei clienti. Altri titoli azionari finanziari domestici, come quelli bancari o immobiliari, potrebbero altrettanto indebolirsi”.

“Nel lungo periodo, la sterlina potrebbe recuperare terreno se i mercati prezzeranno un calo delle probabilità di una Brexit effettiva. Anche la crescita potrebbe rafforzarsi se i partiti di opposizione dovessero battersi per un aumento della spesa pubblica”.

“Nel frattempo, visto l’accresciuto potere dei Laburisti, gli investitori inizieranno a calibrare l’impatto sulle società di una tassazione più elevata e di un interventismo notevolmente maggiore da parte del Governo (incluse operazioni di nazionalizzazione), come da manifesto laburista”.

Questi sono gli eventi politici che domineranno il dibattito, “ma gli investitori li contestualizzeranno con altri fattori, come lo scenario economico globale, le valutazioni dell’azionario UK e le considerazioni a livello di selezione bottom-up dei titoli”.

View sull’obbligazionario

Secondo Alix Steward, Fund Manager, Fixed Income, presso Schroders “uno dei rischi dei risultati delle elezioni UK è che i prezzi salgano più delle attese, a causa probabilmente di una combinazione di maggiore spesa pubblica e sterlina più debole“.

“Le prospettive per i titoli di Stato del Regno Unito sono più incerte. Tuttavia, è probabile che assisteremo a un sell-off almeno inizialmente, poiché gli investitori richiederanno un ritorno maggiore da questi titoli. Questo perché più spesa pubblica vuol dire più indebitamento statale tramite i mercati obbligazionari e un contesto maggiormente inflativo”.

“Sul più lungo termine, tuttavia, i titoli di Stato del Regno Unito restano ben supportati data l’incertezza economica legata al trambusto politico in vista dei negoziati su Brexit”.

Possible secondo referendum sulla Brexit

Paras Anand, Cio Azionario, Europa, Fidelity International, dice che il risultato delle elezioni britanniche può essere considerato “una sorpresa non positiva per i mercati”, tuttavia la reazione iniziale dei mercati è stata complessivamente pacata. “Il primo punto da sottolineare a questo riguardo è che, mentre un parlamento senza maggioranza non era il risultato che molti si aspettavano, il mercato britannico già scontava un periodo di prolungata incertezza politica legata anche alla Brexit. Il fatto di essere in una fase di incertezza politica non è un fatto nuovo. Questa incertezza ha fatto sì che il mercato britannico offra valutazioni interessanti in una prospettiva di lungo termine, in particolare rispetto ad altri mercati globali e questo è uno dei motivi alla base della reazione moderata del mercato”.

Il nostro ruolo di investitori bottom-up è quello di concentrarci sulle prospettive di lungo termine per le singole imprese, selezionando quelle che hanno il miglior potenziale di apprezzamento a prescindere dal contesto politico.

Da parte sua Eugene Philalithis, Gestore di FF GMAI Fund Fidelity International osserva che “un parlamento privo di maggioranza potrebbe avere effetti avversi per gli asset denominati in sterline, in quanto la valuta è a nostro avviso vulnerabile a queste incertezze. Anche se il focus del FTSE 250 verso il mercato interno ha sostenuto la performance nel corso dell’ultimo anno, il clima di incertezza e l’inflazione costituiscono ostacoli significativi per i mesi a venire. A tre mesi dalla richiesta di attivazione dell’articolo 50, non è ancora del tutto chiaro chi sarà a condurre i negoziati per conto del Regno Unito e con quali obiettivi prefissati.

Matthew Jennings, Investment Director Azionario Fidelity International, si spinge fino ad affermare che potrebbe essere messo in discussione il risultato del referendum sulla Brexit: con un parlamento privo di maggioranza, si prospettano due fenomeni particolarmente degni di nota secondo lo strategist. “Il primo è che la diffusa convinzione secondo cui i mercati detestano l’incertezza potrebbe scatenare una fase di volatilità valutaria e del mercato”.

Il secondo è proprio “il fatto che poiché sia il Partito Nazionale Scozzese che il Partito Liberal Democratico si potrebbero trovare a giocare un ruolo fondamentale in una coalizione, vi è la possibilità di un secondo referendum sulla Brexit”. Anche se in generale un certo livello di volatilità di breve periodo è inevitabile, è a nostro avviso probabile che il mercato assuma un atteggiamento complessivamente attendista per vedere che tipo di governo emergerà dal neoeletto parlamento”.

Sui mercati finanziari a metà mattina la sterlina ha ridotto le perdite, aiutata dalla notizia secondo cui alle 12.30 Theresa May si recherà a Buckingham Palace per chiedere formalmente alla Regina il permesso di formare un governo di minoranza, potendo contare sull’appoggio del partito unionista democratico dell’Irlanda del Nord. Attualmente la valuta inglese, che ha perso circa un punto percentuale in settimana, cede l’1,7% circa in area 1,2730 dollari.