Mercati

SpaceX scende sotto il prezzo dell’Ipo, festa finita?

Per SpaceX la feste è finita? È ancora presto per dirlo. Quello che appare evidente, però, è che la fase di euforia che aveva accompagnato il debutto record in Borsa del gruppo di Elon Musk sta lasciando il posto a una maggiore prudenza da parte degli investitori.

Nella seduta di ieri il titolo è sceso fino a 134 dollari, violando per la prima volta il prezzo di collocamento di 135 dollari e mettendo a segno la quarta seduta consecutiva di ribasso. In chiusura le vendite si sono attenuate e le azioni hanno terminato gli scambi a 135,27 dollari, ma il messaggio arrivato dal mercato è chiaro: per la prima volta dall’Ipo dello scorso giugno, chi aveva acquistato i titoli in fase di collocamento si è ritrovato, seppur temporaneamente, con una perdita sulla carta.

La correzione ha riportato la capitalizzazione di SpaceX a circa 1.750 miliardi di dollari, un ridimensionamento sensibile rispetto ai 2.600 miliardi toccati nelle settimane successive alla quotazione, quando il titolo aveva superato quota 225 dollari per una delle matricole più attese nella storia di Wall Street.

Dalla corsa iniziale alla verifica dei fondamentali

Il ridimensionamento non sorprende del tutto gli operatori. Dopo una delle quotazioni più attese degli ultimi anni, culminata in una raccolta record da 86 miliardi di dollari, il mercato sembra essere entrato nella fase in cui le aspettative devono confrontarsi con i fondamentali. L’attenzione degli investitori si sta progressivamente spostando dalla narrativa della crescita ai numeri: capacità di generare ricavi, sostenibilità degli investimenti e prospettive di redditività saranno ora gli elementi chiamati a giustificare valutazioni che restano tra le più elevate al mondo. Il vero spartiacque, a questo punto, sarà probabilmente il primo bilancio da società quotata.

Secondo quanto spiegati da Daniela Hathorn, senior market analyst di Capital.com, all’agenzia Reuters, la flessione riflette una combinazione di fattori: le prese di beneficio dopo il forte rally iniziale, una revisione delle valutazioni e il progressivo smontaggio delle posizioni più speculative costruite intorno a uno dei debutti più attesi della storia recente di Wall Street.

In altre parole, l’entusiasmo che aveva sostenuto il titolo nelle prime settimane sta lasciando spazio a un approccio più selettivo, con gli investitori intenzionati a capire se la crescita prospettata sia effettivamente in grado di sostenere multipli così elevati.

Una lettura condivisa anche da Justus Parmar, amministratore delegato di Fortuna Investments, tra gli investitori della società. A suo giudizio, sul mercato pesa soprattutto la volontà dei primi azionisti di monetizzare parte dei guadagni accumulati. La disponibilità di nuova liquidità da parte degli investitori storici starebbe aumentando la pressione in vendita proprio mentre si affievolisce la domanda speculativa che aveva caratterizzato le prime settimane di contrattazioni.

Anche il contesto macro pesa sul settore tecnologico

Alla debolezza specifica del titolo si aggiunge un contesto di mercato meno favorevole per i grandi nomi della tecnologia.
Gli operatori guardano con crescente attenzione all’impatto che un eventuale irrigidimento della politica monetaria della Federal Reserve potrebbe avere sulle società caratterizzate da valutazioni elevate e forti programmi di investimento. A questo si sommano le preoccupazioni per il crescente ricorso al debito da parte delle big tech impegnate nella corsa all’intelligenza artificiale.
Anche SpaceX ha recentemente fatto ricorso al mercato obbligazionario, raccogliendo 25 miliardi di dollari destinati a finanziare lo sviluppo delle proprie infrastrutture tecnologiche. Un’operazione che rafforza la capacità di investimento del gruppo ma che aumenta anche l’attenzione degli investitori sulla sostenibilità finanziaria dei piani di crescita.

Un test per il mercato delle nuove quotazioni

La correzione di SpaceX viene osservata con attenzione anche oltre il comparto aerospaziale. La quotazione da 86 miliardi di dollari, la più grande nella storia recente del mercato statunitense, era stata interpretata come il possibile inizio di una nuova stagione favorevole alle Ipo.

Nei prossimi mesi sono attese sul mercato anche società di primo piano nel settore dell’intelligenza artificiale, tra cui Anthropic e OpenAI, che hanno presentato in via riservata la documentazione alla Securities and Exchange Commission statunitense.

Secondo diversi analisti, una permanenza del titolo SpaceX sotto il prezzo di collocamento potrebbe incidere sul sentiment degli investitori, soprattutto retail, e rappresentare un banco di prova per la fiducia nelle future matricole. Al tempo stesso, la volatilità delle prime settimane viene considerata fisiologica per società caratterizzate da valutazioni elevate e forti aspettative di crescita.