Elezioni Ue: Orbàn e Soros, l’ago della bilancia per le alleanze

11 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

George Soros e le elitè politiche sono davvero molto preoccupati per la forza degli euroscettici. Un nome su tutti farà la differenze alle prossime elezioni europee ed è quello del premier ungherese Viktor Orbàn.

Il partito nazionalista Fidesz di Orbán dal prossimo 20 marzo potrebbe essere ufficialmente escluso dal Ppe, il Partito Popolare Europeo. I rapporti tra il Ppe e Orbán sono tesi da tempo, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata con un manifesto di Fidesz che mostra il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e George Soros insieme con la scritta “Avete il diritto di sapere cosa sta tramando Bruxelles”, additando così i due come responsabili di un’immigrazione incontrollata.

Da qui una dozzina di partiti (soprattutto nordeuropei) ha chiesto di avviare le pratiche per allontanare dalla famiglia europea del centrodestra il premier ungherese. Manfred Weber, candidato di punta alle Europee del Partito popolare europeo, ha dettato tre condizioni ad Orbàn per evitarne l’esclusione: in primis lo stop alla campagna anti-Ue, le scuse ai colleghi e da ultimo la concessione all’università di George Soros di restare a Budapest.

“Non cederemo su nulla (…) I politici filo-migranti ci hanno attaccato nel Ppe. questi politici vogliono trasformare il Partito popolare europeo in un’organizzazione internazionale filo-migranti.

Così Orbàn. Cacciare il premier ungherese dal Ppe sarebbe un regalo ai sovranisti considerando che dalla Francia Marine Le Pen e dall’Italia Matteo Salvini lo aspettano a braccia aperte. Questo perché epellere Orban dall’EPP gli darà solo più forza visto che Orban, come Salvini, ottiene benefici dall’essere considerato un outsider, il che verrà usato a suo favore per raccogliere consensi. Secondo gli ultimi sondaggi, i partiti euroscettici prenderanno tra i 215 ei 225 seggi dei 705 in palio.

L’assemblea del 20 marzo del PPE sarà un test importante per capire il peso delle diverse correnti. Certo è che Orbàn non ha nascosto di voler restare nel partito, ma allo stesso tempo però ha indicato come suo possibile partner per un’alleanza, il partito polacco Diritto e giustizia (Pis) di Jaroslaw Kaczynskis.

Preferirei riformare il Ppe affinché le forze anti-immigrazione come noi abbiano tutto il loro spazio, ma se dovremo prendere un’altra strada, la Polonia è la nostra prima scelta. Se dovesse accadere che avremo bisogno di iniziare qualcosa di nuovo e ciò è possibile che accadrà alla fine del dibattito che potrebbe decidere sulla nostra uscita dal Ppe, allora il primo posto dove poter negoziare sarà la Polonia”.