Economia

Elezioni Spagna: il programma del Partito Popolare di Pablo Casado

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Manca meno di una settimana alle elezioni anticipate in Spagna, le quarte negli ultimi quattro anni. Il voto, in calendario domenica 10 novembre, era stato convocato dopo il fallimento delle ultime consultazioni tra i partiti, che avevano mostrato come la forza vincitrice delle ultime elezioni, il Partito Socialista di Pedro Sánchez (PSOE), non fosse in grado di trovare una maggioranza che appoggiasse un nuovo governo.

Il Partido popular (Pp) di Pablo Casado è convinto che i dati negativi sull’economia della Spagna possano giocare a suo favore, dal momento che ha scelto di mettere la questione economica al centro del suo programma e della sua campagna in vista delle elezioni anticipate del 10 novembre.

Casado, in particolare, intende far leva sull’elettorato sottolineando i successi ottenuti dalla gestione economica dei governo popolari di José Maria Aznar e Mariano Rajoy e presentarsi come l’unico antidoto alla decelerazione dell’economia.

Punti del programma di Pablo Casado

Due le priorità di quello che è stato definito dai popolari il Piano Spagna: ovvero ridurre le tasse e creare 300.000 posti di lavoro.

La “riforma fiscale globale” include, tra le varie misure, una riduzione delle imposte sul reddito (IRPF), che dovrebbe scendere al di sotto del 40% (attualmente 45%). Non solo. Il programma dei popolari prevede inoltre un taglio delle imposte per le imprese sotto del 20% (ora è del 25%), l’estensione del regime forfettario ai lavoratori autonomi e l’abolizione della tassa sulla proprietà.

Spazio anche investimenti nella formazione, mentre sul fronte imprese il partito si pone tra i suoi obiettivi, in caso di vittoria, anche l’eliminazione degli ostacoli burocratici o la creazione di quella che è stata definita “un’autostrada amministrativa”, che consenta agli imprenditori di avviare un’attività in cinque giorni.

I sondaggi

Intanto, secondo gli ultimi sondaggi realizzati dall’istituto 40db e commissionati e pubblicati dal País, anche le prossime elezioni potrebbero risultare in un parlamento diviso, in cui né il blocco delle sinistre né quello delle destre arriverebbe ai 176 seggi necessari per avere la maggioranza in parlamento. Tutti gli altri sondaggi realizzati negli ultimi giorni hanno mostrato risultati simili.